Proponiamo un’analisi sullo stato dell’arte dei programmi di screening oncologici nell’Unione europea e un approfondimento sulla Join Action europea EUCanScreen (Joint Action on the new EU cancer screening scheme implementation) a cura di Paola Mantellini, responsabile dell’Ispro della Regione Toscana e direttrice dell’Ons.
Proponiamo di seguito un’analisi sullo stato dell’arte dei programmi di screening oncologici nell’Unione europea e un approfondimento sulla Join Action europea EUCanScreen a cura di Paola Mantellini, responsabile della S.C. Screening e prevenzione secondaria dell’Ispro della Regione Toscana e direttrice dell’Ons:
Limitare il cancro e le sue conseguenze è una priorità centrale per l’Unione europea (UE) della salute, che vede uno dei suoi pilastri nel Piano europeo di lotta contro il cancro nato nel 2021. Questo Piano individua azioni concrete per attenuare gli effetti della pandemia sulla cura del cancro e mira a favorire miglioramenti strutturali per un decorso della malattia più sostenibile. L’obiettivo è quello di affrontare l’intero decorso della malattia, dalla prevenzione alla individuazione precoce, alla diagnosi e al trattamento.
In particolare, la diagnosi precoce è fortemente sostenuta perché in grado di fornire migliori opportunità di sopravvivenza alla patologia oncologica e per questo motivo viene data particolare importanza alla realizzazione di programmi di screening organizzato di popolazione grazie a una delle 10 iniziative faro del piano che stabilisce che il 90 % della popolazione dell'UE che soddisfa i requisiti per lo screening del carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colonretto debba avere la possibilità di sottoporvisi entro il 2025.
In coerenza con le indicazioni europee, nel 2021 la Commissione europea ha dato mandato a un gruppo di consulenti scientifici di alto livello di preparare un parere a carattere scientifico sul miglioramento dello screening dei tumori in tutta l'Unione, concentrandosi in particolare sugli aspetti seguenti:
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A seguito di questo lavoro, a fine 2022 sono state dunque licenziate le nuove Raccomandazioni del Consiglio della UE sugli screening oncologici, che recepiscono le nuove evidenze scientifiche dando indicazioni per il futuro dello screening oncologico organizzato. Il nuovo testo amplia da tre a sei il numero di siti tumorali per cui è appropriato implementare o introdurre con progetti pilota i programmi organizzati (si aggiungono, infatti, polmone, prostata e stomaco nelle aree ad alta incidenza) e aggiorna le indicazioni per mammella, colon retto e cervice uterina.
Gli screening oncologici di popolazione nell’Unione europea
A partire dal 2020, 25 Stati membri dell'UE hanno introdotto nei rispettivi piani nazionali di lotta contro il cancro programmi di screening della popolazione per il carcinoma della mammella, 22 per il carcinoma della cervice uterina e 20 per il carcinoma del colon retto. Tuttavia, numerosi programmi non sono stati pienamente attuati e persistono disuguaglianze inaccettabili all'interno degli Stati membri e tra di loro. La copertura della popolazione bersaglio varia, ad esempio, dal 6% al 90% per lo screening del carcinoma della mammella e da circa il 25% all'80% per lo screening del carcinoma della cervice uterina.
Le differenze e le diseguaglianze osservate sono attribuibili a più fattori:
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Inoltre, relativamente ai percorsi più recenti è opportuno ricordare che:
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La Joint Action EUCanScreen
Stante questa analisi di contesto,
L'obiettivo generale di EUCanScreen, che è iniziata il 1° giugno 2024 e avrà una durata di 4 anni, è quello di garantire un'implementazione sostenibile di screening di alta qualità per il cancro al seno, al collo dell'utero e al colonretto, nonché l'attuazione dei programmi di screening recentemente raccomandati per i tumori del polmone, della prostata e del tratto gastrico. EUCanScreen faciliterà la riduzione del carico di cancro e si pone l’ambizioso obiettivo del raggiungimento dell'equità in tutta l'UE.
Obiettivi specifici di tale azione prevedono di:
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Le attività previste all’interno di EUCanScreen sono articolate in 11 progetti (workpackages – WPs) strettamente interconnessi, di cui quattro “trasversali” (coordinamento, disseminazione, valutazione, sostenibilità) e sette “tematici” (monitoraggio, analisi di barriere e fattori facilitanti l’adesione allo screening, implementazione su larga scala degli screening già raccomandati dall’EU, implementazione dei programmi di screening di nuova raccomandazione, nuovi approcci per lo screening basato sul rischio, modellizzazione e Hta, capacity building) come illustrato in Figura 1.
Figura 1: Flow chart dei progetti della JA EUCanScreen
Il primo Consortium meeting di EUCanScreen si è tenuto a Riga dal 25 al 27 settembre scorso con oltre 200 partecipanti che hanno avuto modo di confrontarsi sulle strategie dell’azione, di discutere le azioni sinergiche e le collaborazioni tra i vari WPs e di approfondire gli obiettivi a breve e medio termine.
Il contributo italiano
L’Azione congiunta si è posta obiettivi altamente sfidanti che richiederanno un impegno consistente da parte di tutti i centri partecipanti. Il nostro Paese è uno dei più popolosi dell’Unione europea ed è in grado di contribuire agli obiettivi dell’Azione grazie a esperienze maturate in contesti quanto mai differenti. Per questo motivo i centri italiani che partecipano al progetto, coordinati dall’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica della Regione Toscana che è stato indicato come Autorità competente ed è sede operativa dell’Osservatorio nazionale screening (Ons), sono numerosi e rappresentativi di molteplici competenze: oltre al ministero della Salute, sono presenti l’Istituto superiore di sanità (Iss) e l’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, il Centro di prevenzione oncologica della Città della salute e della scienza di Torino, il Promis della Regione Veneto, la Regione Lombardia, la Regione Marche, la Provincia Autonoma di Trento, l’Agenzia di tutela della salute di Pavia, l’Azienda sanitaria locale di Taranto e infine alcuni Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico quali l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, l’Istituto nazionale dei tumori, l’Ausl di Reggio Emilia e il Giovanni Paolo II di Bari. Le competenze di ognuno di questi centri coprono tutti i WPs con coinvolgimenti molto rilevanti nei progetti relativi alla disseminazione, sostenibilità, monitoraggio dei programmi di screening, all'analisi delle barriere e a quelle di costo-efficacia. È infine opportuno spendere qualche parola sul progetto che vede un importante impegno da parte italiana e precisamente il WP9 che affronta le tematiche dell’approccio basato sul rischio. Tale progetto, coordinato dall’Italia in collaborazione con la Francia, si pone l’obiettivo di sviluppare e migliorare la comprensione dei concetti di rischio e di screening basato sul rischio e di fornire agli Stati membri raccomandazioni per valutare la potenziale integrazione di questi approcci nei programmi di screening esistenti così come in quelli emergenti.
Risorse utili:
• leggi
• leggi la scheda del progetto sul sito dell'Ons
• visita il sito della JA EUCanScreen
• scarica il leaflet della JA EUCanScreen.
Ultimo aggiornamento: 31 dicembre 2025
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