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Bibliografia ragionata – Comunicare sugli screening oncologici

Bibliografia ragionata – Comunicare sugli screening oncologici

I limiti «Informare correttamente…sui benefici ma anche sugli eventuali rischi e limiti delle procedure di screening è considerato ormai indispensabile affinché le persone possano fare una scelta consapevole. Nonostante un ormai unanime accordo su questi punti non è però ancora del tutto chiaro quali e quante informazioni debbano essere date…e come debbano essere presentate» (Livia Giordano).

Dei “classici” sullo screening citologico: hanno dato origine al vivace dibattito che nell’ultimo decennio ha coinvolto tutti gli screening:  

  • Raffle A., Informed participation in screening is essential. Bmj 1997; 314: 1762-1763.
  • Austoker J., Gaining informed consent for screening. Bmj 1999; 319: 722-723
  • Anderson C.M. et al., Bridging the knowledge gap and communicating uncertainties for informed consent in cervical cytology screening: we need unbiased information and a culture change. Cytopathology 1999;10:221-228.

La partecipazione
La partecipazione allo screening è un fenomeno complesso. Andrebbe valutata con un approccio multidisciplinare, utilizzando anche gli strumenti delle scienze sociali. La maggior parte degli studi condotti finora risente però dei limiti di un rigido modello biomedico, come sottolineato da Lai Fong Chiu.

Presentiamo qui tre revisioni sistematiche, i cui risultati vanno letti alla luce di queste premesse:  

Sulla complessità di definire e quindi di studiare una partecipazione davvero consapevole:  

In Italia
Qual’è la qualità delle informazioni sugli screening che le donne italiane ricevono dai programmi o dalla carta stampata?
I risultati di tre indagini:

Le raccomandazioni