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Lo screening nelle donne vaccinate contro l’Hpv 

Nel prossimo futuro arriveranno in età di screening del cervicocarcinoma (CC) le coorti di donne a cui è stata offerta la vaccinazione contro il Papillomavirus Umano (HPV) e che hanno aderito al programma vaccinale in proporzione diversa tra le Regioni (v. Tabella Q2A2.1, approfondimento 2, Razionale ed evidenze – Quesito 2). In particolare, in alcune delle Regioni che hanno adottato una strategia vaccinale multi-coorte, dal 2016 arriveranno all’età di chiamata di screening le prime donne vaccinate nel quindicesimo o sedicesimo anno di età (in base alla strategia regionale), mentre nel 2021 raggiungeranno l’età di screening le ragazze vaccinate nel dodicesimo anno di età secondo la strategia di offerta a livello nazionale.

Questa nuova situazione pone ai programmi di screening organizzati la necessità di ripensare la propria proposta. Il problema è reso ulteriormente complesso dal fatto che in Italia è in atto il passaggio dallo screening basato sul Pap-test all'HPV test.

Com'è noto, in Italia le scelte organizzative e gestionali in materia sanitaria sono attualmente a carico delle Regioni. In questo contesto fornire alle Regioni (così com'è avvenuto per lo screening basato sull’HPV test) indicazioni nazionali chiare, concrete e fattibili, basate sulle migliori evidenze scientifiche e con la partecipazione dei soggetti professionali coinvolti sull’argomento, assume un'importanza decisiva per uniformare i comportamenti nel nostro Paese.

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