{"id":117,"date":"2020-05-11T11:59:01","date_gmt":"2020-05-11T09:59:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ons.stage-zadig.it\/index.php\/notizia\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus\/"},"modified":"2026-01-28T16:55:35","modified_gmt":"2026-01-28T15:55:35","slug":"pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ons.stage-zadig.it\/index.php\/2020\/05\/11\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus\/","title":{"rendered":"Pensando allo screening dopo il coronavirus"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-size: 13.008px;\">L&#39;emergenza da Covid-19 sta ridefinendo temporaneamente i programmi di screening, mettendone in luce una serie di aspetti di tipo organizzativo e strutturale con cui ci si dovr\u00e0 confrontare quando i programmi dovranno ripartire a pieno regime.<br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Il commento di Paola Mantellini, Ispro &#8211; Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica della Regione Toscana, apre la riflessione su cosa gli screening oncologici potranno e dovranno essere al termine dell&rsquo;emergenza.<\/span><br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">I commenti:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">19 giugno 2020 <a href=\"#Redazione\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Il punto sul confronto &#8211; Redazione<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">11 maggio 2020&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Paci\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">La crisi della sanit\u00e0 pubblica e lo screening oncologico nell&#39;era del Covid-19. Contribuire al cambiamento &#8211; Eugenio Paci<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">4 maggio 2020&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Valchera\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Pensando allo screening mammografico &quot;durante&quot; il coronavirus &#8211; Anna Valchera<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">24 aprile 2020.&nbsp;&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Melucci\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Screening e regionalismo &#8211; Giuseppe Melucci<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">22 aprile 2020.&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Frongia\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Il diritto di esistere &#8211; Onorato Frongia<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">20 aprile 2020.&nbsp;&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Valenza\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Gli screening in vacanza? &#8211; L. Mario Valenza<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">16 aprile 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Santini\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Proposte libere per il mammografico &#8211; Dolores Santini<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">15 aprile 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Sergi\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Riprendere il decollo &#8211; Daniele Sergi<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">14 aprile 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Naldoni\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Alcune domande su una chiusura inopportuna &#8211; Carlo Naldoni<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\"><span style=\"font-size: 13.008px;\">10 aprile 2020<\/span><font color=\"#e06524\"><span style=\"font-size: 13.008px;\">.&nbsp;<\/span><\/font><a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Senore\" style=\"color: rgb(224, 101, 36);\">Lo screening davanti a una possibile ridefinizione di priorit\u00e0 &#8211; Carlo Senore<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">10 aprile 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Carozzi\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Lockdown e screening oncologico &#8211; Francesca Maria Carozzi<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">10 aprile 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Giordano\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Pensieri in libert\u00e0 sull&#39;emergenza Covid-19 e sugli screening oncologici &#8211; Livia Giordano<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">8 aprile 2020.&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Campari\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Condividere le risorse per ripartire &#8211; Cinzia Campari<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">6 aprile 2020.&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Passamonti\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Screening cervicale: una ripartenza necessariamente frammentaria &#8211; Basilio Passamonti<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">3 aprile 2020.&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Saguatti\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Un&rsquo;occasione per rafforzare le sinergie nel mammografico &#8211;&nbsp;Gianni Saguatti<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">1 aprile 2020.&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Zappa\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Gli screening sono &quot;differibili&quot;? &#8211; Marco Zappa<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">26 marzo 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#PGR\" style=\"color: rgb(224, 101, 36); font-size: 13.008px;\">Il cambiamento come norma &#8211; Paolo Giorgi Rossi<\/a><\/li>\n<li style=\"margin-left: 20px;\">25 marzo 2020.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Mantellini\" style=\"color: rgb(224, 101, 36);\">Pensando allo screening dopo il coronavirus &#8211; Paola Mantellini<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a id=\"Mantellini\" name=\"Mantellini\"><\/a>Pensando allo screening dopo il coronavirus<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Paola Mantellini,&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ispro &#8211; Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica della Regione Toscana<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">25 marzo 2020<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Indipendentemente dall&rsquo;analisi su pro e contro dello screening oncologico ai tempi del Coronavirus con cui, spero, gli epidemiologi potranno illuminarci e confortarci \u00e8, a mio avviso, necessario cominciare a fare il punto della situazione.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>\u00c8 innegabile che l&rsquo;emergenza Covid-19 ci ha trovati forse non del tutto impreparati, ma spiazzati certamente. Ci si \u00e8 trovati a dover garantire questo livello essenziale di assistenza nel rispetto delle ordinanze ministeriali e regionali che si sono, per forza di cose, susseguite a ritmo frenetico. E il quadro che ne \u00e8 emerso non \u00e8 stato certo dei pi\u00f9 confortanti: la maggior parte dei servizi che rendono possibile l&rsquo;erogazione del programma non erano strutturalmente e funzionalmente in grado di garantire le distanze richieste (punti prelievo e sale di attesa sovra-affollate per la concomitanza di attivit\u00e0 di screening e di attivit\u00e0 ambulatoriali di vario genere), i dispositivi di protezione individuale razionati e, in alcuni casi, erano del tutto assenti (nel caso dei tecnici sanitari di radiologia si \u00e8, ad esempio, posto il problema della dotazione di occhiali protettivi), richieste sempre pi\u00f9 pressanti di riconversione del personale in servizi di supporto al Coronavirus e poi, ancora, colleghi che hanno cominciato ad ammalarsi.<strong> A prescindere dalla volont\u00e0 del programma organizzato, sono spesso &ldquo;saltati&rdquo; alcuni anelli della catena<\/strong>. In molte realt\u00e0 il ruolo del volontariato che ha spesso vicariato l&rsquo;assenza di personale da dedicare allo screening, considerato spesso sacrificabile rispetto ad altre esigenze, \u00e8 venuto immediatamente meno. Ma non solo, hanno cominciato a perdersi servizi che si pensavano essenziali perch\u00e9 assicurati da &ldquo;fornitori robusti&rdquo; al punto tale che in questi giorni ci si trova a non saper come fare a gestire la consegna delle risposte inviate per posta. Questi ovviamente sono solo esempi, ciascuno potrebbe arricchire l&rsquo;elenco con molti altri.<\/p>\n<p>E qui ritorno sull&rsquo;impreparazione che, in molte realt\u00e0, \u00e8 stata mitigata dalla capacit\u00e0 di trovare e adottare soluzioni che si era cercato, spesso invano, di acquisire quando l&rsquo;emergenza non c&rsquo;era ancora. Improvvisamente e sorprendentemente <strong>questa situazione ci ha dimostrato che, in tutti i settori, certe cose si possono fare, basta volerlo<\/strong>. Nella mia realt\u00e0, ad esempio, in cui si era stati titubanti nell&rsquo;invio degli SMS all&rsquo;utenza per questioni di privacy, il dubbio si \u00e8 sciolto come neve al sole ed \u00e8 stato possibile raggiungere l&rsquo;utenza gi\u00e0 invitata con un messaggio in cui sono state date le indicazioni per contattarci e riprendere l&rsquo;appuntamento. Si \u00e8 valutato prioritario mantenere un filo diretto con i beneficiari del nostro intervento. Ci voleva una epidemia per capirlo?<\/p>\n<p>A prescindere da quello che si sta facendo adesso, trovo utile e prioritario affrontare la questione <strong>&ldquo;come ricominciare&rdquo;<\/strong>. Una recente pubblicazione degli epidemiologi dell&rsquo;Imperial College afferma che nei prossimi mesi ci attende una &ldquo;fase epidemica ciclica&rdquo; che ci costringe, molto probabilmente, a rivedere le nostre modalit\u00e0 di lavoro a stretto giro. In realt\u00e0 credo sia giusto domandarsi se davvero non siamo entrati in una nuova era e se dobbiamo imparare a disegnare percorsi che tengano conto che &ldquo;evenienze&rdquo; come quella che stiamo vivendo ora si possano ripresentare periodicamente. Sono sempre stata una convinta sostenitrice delle logiche di efficientamento del servizio sanitario e nel corso delle numerose&nbsp;<em>site visit<\/em>&nbsp;che abbiamo condotto si \u00e8 cercato di dare indicazioni in questo senso. Quanto tempo ci vuole per fare una mammografia di qualit\u00e0? Quanti tecnici di laboratorio sono necessari per gestire 50.000 test HPV l&rsquo;anno? Queste domande apparentemente semplici rispondono a logiche di efficientamento che per loro natura sono strettamente correlate alla velocit\u00e0 dello screening e ai parametri di overbooking, cio\u00e8 la maggiorazione del numero di inviti in base alle medie di adesione. Ma se dobbiamo imparare a ragionare secondo principi di precauzione potremmo ancora permetterci gli standard che abbiamo fissato? &nbsp;Probabilmente saremo chiamati, e rapidamente, a rivedere la disposizione delle nostre strutture, l&rsquo;ergonomia e i flussi di lavoro. Se vorremo garantire lo screening a tutti dovremo avere pi\u00f9 spazi, pi\u00f9 turni di lavoro, pi\u00f9 personale? Non so se questa \u00e8 la domanda corretta, ma credo che nell&rsquo;immediato futuro ci attenda una rivoluzione che noi possiamo vivere sul piano tecnico, ma che certamente ha, dal punto di vista delle strategie di politica sanitaria, un significato niente affatto trascurabile.<\/p>\n<div style=\"position: absolute; width: 650px; height: 1px; overflow: hidden;\">\n<p>\u0424\u0456\u043d\u0430\u043d\u0441\u043e\u0432\u0456 \u043f\u043e\u0442\u0440\u0435\u0431\u0438 \u043d\u0435 \u0437\u0430\u043b\u0435\u0436\u0430\u0442\u044c \u0432\u0456\u0434 \u0447\u0430\u0441\u0443 \u0434\u043e\u0431\u0438, \u0442\u043e\u043c\u0443 \u0441\u0443\u0447\u0430\u0441\u043d\u0456 \u0441\u0435\u0440\u0432\u0456\u0441\u0438 \u043c\u0456\u043a\u0440\u043e\u043a\u0440\u0435\u0434\u0438\u0442\u0443\u0432\u0430\u043d\u043d\u044f \u043f\u0440\u0430\u0446\u044e\u044e\u0442\u044c \u043f\u043e\u0432\u043d\u0456\u0441\u0442\u044e \u0430\u0432\u0442\u043e\u043d\u043e\u043c\u043d\u043e. \u0417\u0430\u0432\u0434\u044f\u043a\u0438 \u0430\u0432\u0442\u043e\u043c\u0430\u0442\u0438\u0437\u043e\u0432\u0430\u043d\u043e\u043c\u0443 \u0441\u043a\u043e\u0440\u0438\u043d\u0433\u0443, \u0432\u0438 \u043c\u043e\u0436\u0435\u0442\u0435 \u043e\u0442\u0440\u0438\u043c\u0430\u0442\u0438 \u043d\u0435\u043e\u0431\u0445\u0456\u0434\u043d\u0443 \u0441\u0443\u043c\u0443 \u043d\u0430\u0432\u0456\u0442\u044c \u0443 \u043f\u0435\u0440\u0435\u0434\u0441\u0432\u0456\u0442\u0430\u043d\u043e\u043a, \u043d\u0435 \u0447\u0435\u043a\u0430\u044e\u0447\u0438 \u0432\u0456\u0434\u043a\u0440\u0438\u0442\u0442\u044f \u0432\u0456\u0434\u0434\u0456\u043b\u0435\u043d\u044c \u0447\u0438 \u0434\u0437\u0432\u0456\u043d\u043a\u0456\u0432 \u043c\u0435\u043d\u0435\u0434\u0436\u0435\u0440\u0456\u0432. \u0428\u0432\u0438\u0434\u043a\u0430 <a href=\"https:\/\/rocketcredit.net.ua\/vnochi\/\">\u043f\u043e\u0437\u0438\u043a\u0430 \u0432\u043d\u043e\u0447\u0456<\/a> \u0437\u0430\u0440\u0430\u0445\u043e\u0432\u0443\u0454\u0442\u044c\u0441\u044f \u043d\u0430 \u0431\u0443\u0434\u044c-\u044f\u043a\u0443 \u0430\u043a\u0442\u0438\u0432\u043d\u0443 \u043a\u0430\u0440\u0442\u043a\u0443 \u0443\u043a\u0440\u0430\u0457\u043d\u0441\u044c\u043a\u043e\u0433\u043e \u0431\u0430\u043d\u043a\u0443 \u043f\u0440\u043e\u0442\u044f\u0433\u043e\u043c \u043a\u0456\u043b\u044c\u043a\u043e\u0445 \u0445\u0432\u0438\u043b\u0438\u043d \u043f\u0456\u0441\u043b\u044f \u0441\u0445\u0432\u0430\u043b\u0435\u043d\u043d\u044f \u0430\u043d\u043a\u0435\u0442\u0438. \u041d\u0430 \u043d\u0430\u0448\u043e\u043c\u0443 \u043f\u043e\u0440\u0442\u0430\u043b\u0456 \u0437\u0456\u0431\u0440\u0430\u043d\u0456 \u043d\u0430\u0439\u0442\u0435\u0445\u043d\u043e\u043b\u043e\u0433\u0456\u0447\u043d\u0456\u0448\u0456 \u043a\u043e\u043c\u043f\u0430\u043d\u0456\u0457 \u0423\u043a\u0440\u0430\u0457\u043d\u0438, \u044f\u043a\u0456 \u0433\u0430\u0440\u0430\u043d\u0442\u0443\u044e\u0442\u044c \u0431\u0435\u0437\u043f\u0435\u0440\u0435\u0431\u0456\u0439\u043d\u0443 \u0440\u043e\u0431\u043e\u0442\u0443 \u0441\u0438\u0441\u0442\u0435\u043c\u0438 \u0442\u0430 \u043c\u0438\u0442\u0442\u0454\u0432\u0435 \u0444\u0456\u043d\u0430\u043d\u0441\u0443\u0432\u0430\u043d\u043d\u044f \u0432 \u0431\u0443\u0434\u044c-\u044f\u043a\u0438\u0439 \u0447\u0430\u0441.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><a id=\"PGR\" name=\"PGR\"><\/a>Il cambiamento come norma<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Paolo Giorgi Rossi, direttore del Servizio Interaziendale di Epidemiologia e Comunicazione del rischio della AUSL di Reggio Emilia<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">26 marzo 2020<\/span><\/p>\n<p>Condivido il senso di quello che dice <a href=\"#Mantellini\">Paola Mantellini<\/a>. Non so se le previsioni dei colleghi dell&#39;Imperial College sulla ciclicit\u00e0 della crisi epidemica si riveleranno corrette, ma se cos\u00ec anche fosse non credo che questo possa aver un impatto sulle sale d&#39;attesa dello screening. Lo avr\u00e0 piuttosto, per rimanere nel nostro ambito, sulle sale d&rsquo;attesa quelle dei centri prelievi o sulle file per il ticket, ma ben di pi\u00f9 dovr\u00e0 averlo al difuori del servizio sanitario, sui pub, sugli autobus, sui treni dei pendolari, dove l&#39;esposizione alla folla \u00e8 ben pi\u00f9 importante che quella per l&#39;attesa dello screening, una volta ogni due anni, in sale mai troppo affollate (almeno rispetto a un treno di pendolari o alla metro di Roma).<\/p>\n<p>Comunque, il punto \u00e8 <strong>non ricominciare subito in logica emergenziale<\/strong>, soffermandosi su come ricominciare, partendo dal presupposto che fossero anche 4 mesi di ritardo per una mammografia, su pi\u00f9 di 15 nell&#39;arco della vita di una donna, questi non intaccheranno l&#39;efficacia dello screening in modo apprezzabile.<\/p>\n<p>Non so se le soluzioni migliori in futuro verranno da innovazioni tecnologiche o di organizzazione del personale e dei servizi, come suggerisce Paola Mantellini. Pu\u00f2 essere, quello che \u00e8 certo \u00e8 che quelle basate sulla tecnologia falliscono una dietro l&#39;altra (con l&#39;eccezione dell&#39;Hpv, forse \u00e8 solo questione di saper aspettare le tecnologie veramente buone) &#8230;<\/p>\n<p>Credo che si debba iniziare un processo di disintossicazione dall&#39;offerta ossessiva che abbiamo dato negli anni scorsi. Con la scusa di non lasciare spazio all&#39;opportunistico, abbiamo intensificato o scelto sempre, fra quelle plausibili, l&#39;opzione pi\u00f9 intensiva. Dobbiamo trovare una chiave comunicativa che ci permetta anche un deintensificazione dell&#39;offerta: iniziare a 30 anni lo screening cervicale per le donne vaccinate contro l&rsquo;Hpv, allungare l&#39;intervallo da 5 a forse 10 anni sempre nelle donne vaccinate contro l&rsquo;Hpv; allungare l&#39;intervallo dopo test del sangue occulto negativo nello screening del colon-retto e magari mandare a fare una colonscopia chi ha una somma di emoglobina fecale nei due precedenti test che superi la soglia&nbsp; di positivit\u00e0; ma anche nello screening mammografico, ripensare l&#39;intervallo nelle fasce d&rsquo;et\u00e0 45-49, nelle 70-74, creare forse un po&#39; di spazio, nell&rsquo;affollata agenda delle radiologie, per le donne con seno molto denso per fare qualcosa in pi\u00f9 dove abbiamo 3 volte tanto i cancri e 7 volte tanto i cancri intervallo; creare lo spazio nei servizi di imaging per la tac spirale del polmone&#8230;<\/p>\n<p>Questo vuol dire un continuo <strong>dinamismo dei programmi<\/strong>, che non possono rimanere uguali a s\u00e9 stessi troppo a lungo, un po&#39; perch\u00e9 le conoscenze cambiano, ma anche perch\u00e9 le priorit\u00e0 e la valutazione costo-opportunit\u00e0 cambia, mentre non cambiano le risorse.<\/p>\n<p>Questa coazione al cambiamento vuol dire per\u00f2 anche imparare a comunicare che tal volta le nuove conoscenze ci permettono di fare meno e non sempre di pi\u00f9. Purtroppo, non sempre abbiamo il coraggio di dire che non abbiamo niente di pi\u00f9 da offrire di quel che gi\u00e0 facciamo o addirittura che qualcosa che abbiamo fatto a lungo non era efficace e dunque non lo faremo pi\u00f9. Come fosse un&#39;implicita ammissione di impotenza.<\/p>\n<p>Se il cambiamento \u00e8 la norma nell&rsquo;avanzamento delle conoscenze e nella prassi della prevenzione, allora non dobbiamo vivere i cambiamenti come emergenza, perch\u00e9 l&#39;emergenza \u00e8 inefficiente, e quando nella sua bramosia di risorse da bruciare urgentemente, ci obbliga a rinunciare a offrire qualcosa agli utenti, lo fa sempre con la logica del razionamento, non di offrire solo ci\u00f2 che siamo sicuri possa portare un beneficio di salute.<\/p>\n<p>Grazie Paola per aver iniziato il dibattito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"><a id=\"Zappa\" name=\"Zappa\"><\/a>G<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"><strong>li screening sono &quot;differibili&quot;?&nbsp;<\/strong><br \/>\n\tDi&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Marco Zappa, Direttore dell&#39;Osservatorio nazionale screening<br \/>\n\t1 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>In questi giorni complicati due frasi mi hanno colpito. La prima \u00e8 il titolo di un editoriale del quotidiano francese <em>Le Monde<\/em> di alcuni giorni fa: &ldquo;Il dovere dell&rsquo;umilt\u00e0&rdquo;. La seconda \u00e8 una citazione di lord Keynes, il grande economista del secolo scorso, riportata in un articolo sul Sole 24 ore che diceva grosso modo cos\u00ec: &ldquo;Se la situazione cambia io cambio opinione. Lei non fa lo stesso?&rdquo;.<\/p>\n<p>Entrambe queste citazioni si riferiscono alle scelte della politica e alla comunicazione delle stesse. Ma immagino possa riguardare anche chi come me, e altri fra i lettori del nostro sito, in questi anni non si sono limitati ad applicare nel modo migliore gli indirizzi sugli screening che provenivano dall&rsquo;alto (e anche questa \u00e8 una scelta politica) ma hanno tentato, nel loro piccolo, di costruire o modificare questi indirizzi.<\/p>\n<p>Credo di essere stato uno degli ultimi ad arrendermi all&rsquo;idea che gli screening dovessero essere sospesi. Pensavo che andassero rallentati, ma non interrotti. Paola Mantellini ha elencato con precisione le ragioni della scelta di interrompere: il favorire che la gente non si spostasse di casa, il rischio per i professionisti coinvolti, il trasferimento degli operatori di screening verso le priorit\u00e0 imposte dall&rsquo;epidemia. Nel mio istituto ho assistito con ammirazione alla trasformazione in 5 giorni del grande laboratorio per gli screening in un laboratorio per il Covid-19.<\/p>\n<p>E poi: &ldquo;Ci offrite un test ogni 5 anni e vi preoccupate di proporlo con 2 mesi di ritardo?&rdquo;, o anche: &ldquo;il danno dovuto a due mesi di ritardo giustifica un rischio aumentato di infettarsi?&rdquo;. Osservazioni giuste.<\/p>\n<p>Come ONS abbiamo <a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/screening-e-covid-19-il-quadro-regionale\">documentato<\/a> le scelte che le singole Regioni via via hanno fatto. Un concetto predominava: sospensione dei servizi differibili. Lo screening era differibile. Non voglio fare alcuna polemica su che cosa \u00e8 stato giudicato, nei fatti, non differibile. Anche perch\u00e9 le scelte sono state fatte nel fuoco di una situazione che cambiava nel giro di un giorno.<strong> Quello che mi disturbava per\u00f2 era il riemergere ricorrente della percezione dello screening come qualcosa di accessorio.<\/strong> Altro che Livello Essenziale di Assistenza!&nbsp; E temo anche che rimettere in piedi una macchina complessa come il percorso di screening non sia banale, specie in alcune Regioni.<\/p>\n<p>Secondo la maggior parte delle previsioni, il ritorno alla &ldquo;normalit\u00e0&rdquo; non avverr\u00e0 prima di un anno. Dovremo dunque attraversare una terra di mezzo che \u00e8 difficile anche solo da immaginare. &nbsp;Le giuste considerazioni sulla necessit\u00e0 di sicurezza degli operatori di<a href=\"#Mantellini\"> Paola Mantellini<\/a> si basano sulla drammaticit\u00e0 del momento attuale. Le osservazioni pienamente condivise di <a href=\"#PGR\">Paolo Giorgi Rossi<\/a> sull&rsquo;importanza di aumentare il costo efficacia dello screening valevano anche prima.<\/p>\n<p>In questa fase intermedia si riproporr\u00e0 la necessit\u00e0 di definire cosa sia differibile e cosa non lo sia. &nbsp;&nbsp;Certamente sono auspicabili risorse maggiori alla sanit\u00e0, che possano evitare di dover fare scelte difficili.&nbsp;<\/p>\n<p>Forse non sono stato n\u00e9 umile, n\u00e9 disposto a cambiare idea, ma <strong>continuo a temere che non sia scontato che ovunque gli screening riprenderanno come se niente fosse avvenuto<\/strong>.<br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Saguatti\" name=\"Saguatti\"><\/a>Un&rsquo;occasione per rafforzare le sinergie nel mammografico<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Gianni Saguatti, Gisma<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">3 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>Gli &ldquo;anelli saltati&rdquo; nella catena degli screening a causa della epidemia da Covid-19, descritti da <a href=\"#Mantellini\">Paola Mantellini<\/a>, sono l&rsquo;inciampo nel quale i nostri percorsi sono incorsi, i rallentamenti, i blocchi totali, gli avanzamenti a singhiozzo.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Tutto ci\u00f2 ha contribuito, per ognuno di noi, ad accentuare la gi\u00e0 avvertita consapevolezza di precariet\u00e0 e di incertezza, quando nel contesto generale anche il complesso meccanismo dello screening ha iniziato a stentare fino all&rsquo;avaria.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Paola riferisce dei molti tentativi fatti a fronte degli ostacoli incontrati, delle molte soluzioni trovate, talvolta in modi quasi obbligati, mai pensati sino al giorno prima ed improvvisamente mostratisi preziosi. Ora, tra la pesante crisi di attivit\u00e0 che si \u00e8 verificata e il desiderio e la possibilit\u00e0 di intravvedere soluzioni innovative, siamo ad interrogarci sul futuro degli screening: di fatto, sul piano psicologico sia individuale che collettivo, un segnale di incertezza ma al tempo stesso la auto-rassicurazione che gli screening hanno un futuro, e noi con loro&#8230;<\/span><\/p>\n<p>In realt\u00e0 la prima domanda da porci a mio parere \u00e8 la seguente: <strong>esiste un futuro per gli screening oncologici?<\/strong><\/p>\n<p>Non mi pare infatti scontato (riferendomi per limitazione di competenza unicamente al mammografico) che i programmi di screening sopravvivano, o sopravvivano ovunque, alla mortifera ondata del Coronavirus.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Penso a ci\u00f2 da cui proveniamo: un terzo d&rsquo;Italia \u00e8 da sempre refrattaria (\u00e8 tempo di iniziare ad utilizzare questo termine) allo sviluppo dei programmi organizzata di diagnosi precoce. C&rsquo;\u00e8 stata profusione ampia e prolungata negli anni di volont\u00e0, attenzione, sollecitazione, risorse economiche, impegno formativo; il Gisma e l&rsquo;Ons hanno speso buona parte del proprio tempo, in tempi non solo recenti, cercando proprio di rivolgersi al Sud, con risultati assolutamente insufficienti quando non miserrimi.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ora, c&rsquo;\u00e8 qualcuno che possa credibilmente sostenere che in quelle stesse Regioni, dopo lo tsunami virale, si troveranno invece le energie nuove e necessarie per ripartire, riaccendendo un motore ormai spento che almeno prima marciava con la flebile continuit\u00e0 di un filo di carburante? &nbsp;Vorrei tanto sbagliarmi, ma io non sono tra questi.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">N\u00e9 mi pare che l&rsquo;inquadramento nei Lea abbia sinora funzionato molto come meccanismo di garanzia per determinate popolazioni: perch\u00e9 dunque ci\u00f2 dovrebbe cambiare in futuro e dopo una tale crisi?<\/span><\/p>\n<p>Ma trasferendo le nostre considerazioni sull&rsquo;intero piano nazionale, e detto che al di l\u00e0 degli sconvolgimenti determinati dal Coronavirus certamente saranno necessari cambiamenti a correzione di una attivit\u00e0 che conta una strutturazione permanente di almeno 20-25 anni, <strong>come saranno nel futuro gli screening oncologici?<\/strong><\/p>\n<p>Esistono vari altri elementi che possono entrare nel novero di quelli da considerare. Intanto mi pare sia da valutare il contesto sociale, che nel tempo \u00e8 completamente variato. Alla fine degli anni &rsquo;90 si tendeva pi\u00f9 facilmente a considerare la dimensione della collettivit\u00e0, oggi meglio rappresentabile come &ldquo;insieme di individui&rdquo;: ognuno guarda a s\u00e9 pi\u00f9 facilmente come singolo piuttosto che come membro partecipe di una comunit\u00e0. Non mi lancio, non ne sarei capace, in valutazioni sociologiche, ma mi pare sia molto pi\u00f9 difficile ora fare passare la logica di un&rsquo;azione mirata ma complessiva quale \u00e8 lo screening, rendendo la credibilit\u00e0 che merita ad una attivit\u00e0 di Sanit\u00e0 pubblica che accomuna e che coniuga.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Ancora, temo risulti molto pi\u00f9 arduo, in un tempo in cui la forbice delle diseguaglianze va allargandosi, raccomandare l&rsquo;esercizio dell&rsquo;equit\u00e0. La sanit\u00e0 fondata su modelli assicurativi rappresenter\u00e0 presto, temo, un&rsquo;alternativa di fascino rispetto al Servizio sanitario nazionale.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ecco che in questo contesto fioccano le sollecitazioni alla diversificazione della offerta di screening: non c&rsquo;\u00e8 pi\u00f9 congresso senologico che non contenga almeno una sessione con titoli quali &ldquo;Screening: lo stesso per tutte?&rdquo; o, in analogia: &ldquo;Screening mammografico: non pi\u00f9 uguale per tutte&rdquo;. E &ldquo;valutazione del rischio individuale&rdquo; \u00e8 divenuto il mantra di tutti i sollecitatori di cambiamento.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Peccato che tra coloro cos\u00ec attivi in tal senso ci siano molti di quelli che non hanno mai lavorato neppure per mettere in piedi, nelle loro Regioni, un programma individuale per la definizione del rischio eredo &ndash;familiare e per la relativa sorveglianza diagnostica, come gi\u00e0 in Emilia-Romagna da dieci anni \u00e8 in essere.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Parrebbe quasi che parte del mondo senologico, e non soltanto i clinici, non veda l&rsquo;ora di mettere in soffitta lo screening, e certamente il dopo Coronavirus sar\u00e0 occasione propizia per qualche sortita.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">E vogliamo chiederci <strong>come sar\u00e0 considerato lo screening nei Centri di Senologia? E dai Centri di Senologia?<\/strong> Nella produzione documentale ufficiale ed istituzionale non c&rsquo;\u00e8 una sola riga che rassicuri su questo, solo affermazioni generiche e vaghe.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Lo screening mammografico da sempre rappresenta lo sforzo di una organizzazione poderosa di sanit\u00e0 pubblica improntata sulla evidenza di riduzione di mortalit\u00e0 e sulla appropriatezza, un vero e proprio contratto fiduciario tra la organizzazione sanitaria e la popolazione.&nbsp; Per questo motivo leggere di necessit\u00e0 di &ldquo;disintossicazione dall&rsquo;offerta ossessiva&rdquo; o di &ldquo;scusa di non lasciare spazio all&rsquo;opportunistico&rdquo; mi suscita perplessit\u00e0 sino alla incredulit\u00e0.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Da radiologo quale sono, ben comprendo la vana fascinazione che le tecnologie possono esercitare.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ma resterebbe errato, mi pare, fare di tutte le erbe un fascio, magari guidati da un istinto di fondo a ridurre piuttosto che ad ampliare.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">La tomosintesi non offre particolari vantaggi rispetto al digitale &ldquo;convenzionale&rdquo;, e non permette di diminuire i carcinomi di intervallo?&nbsp; Bene, certamente non rappresenta un passo indietro, e noi arriviamo a parlarne di utilizzo in primo livello di screening in un contesto nel quale la diffusione &ldquo;esterna&rdquo; di tale tecnologia \u00e8 gi\u00e0 ampia e in costante crescita, e sottrae adesioni allo screening: ragioniamoci, parliamone, sfruttiamo la ottima iniziativa dell&rsquo;ONS sulla <\/span><a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/linee-guida-europee-screening-mammografico-adolopment\" style=\"font-size: 13.008px;\">revisione delle Linee guida europee<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, io non intendo che ci rendiamo complici di una diserzione dallo screening.<\/span><\/p>\n<p>Penso poi che sia davvero e finalmente venuto il momento di<strong> rivedere l&rsquo;intervallo nelle varie fasce di et\u00e0<\/strong>, ma non certamente nella coazione a ridurre che impronta le Linee guida gi\u00e0 citate.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Anche in questo caso cerchiamo di capire cosa pu\u00f2 richiedere la popolazione, soprattutto l\u00e0 dove lo screening ha un buon consolidato storico, e cerchiamo di capire cosa \u00e8 appropriato offrire: riprogrammare lo screening significa per me dare nuova forza al patto di salute tra il Servizio sanitario e la popolazione, e questo non pu\u00f2 avvenire con la mera compilazione di un foglio di Excel.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Inoltre, cerchiamo di comprendere <strong>cosa \u00e8 possibile offrire, naturalmente, in termini di disponibilit\u00e0 di risorse<\/strong>.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Questa \u00e8 la vera necessit\u00e0&hellip; riprendo quello che mi sembra essere lo spirito di alcune affermazioni di Paola Mantellini: da anni siamo impegnati a contrarre risorse (questa s\u00ec sembra essere la reale ossessione!), a ridurre personale, tempi, a trascurare la logistica&hellip;&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Oggi vediamo, nostro malgrado, quali sono i costi che una sanit\u00e0 mutilata per decenni richiede. Non dimentichiamocene, e chiediamo attenzione, personale, formazione, spazi, attrezzature, esattamente in controtendenza rispetto ad ora: ricalcando gli antichi dibattiti sulla arte scultorea, lavoriamo &ldquo;a mettere, non a togliere&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>Riaffermiamo dunque con forza il &ldquo;modello screening&rdquo;, mantenendone l&rsquo;impianto e sottolineandone il valore; al tempo stesso mondiamolo dalle ristrettezze in cui versa, e ricorriamo alle piccole e grandi innovazioni di gestione e di tecnologia che ci risultano opportune, soprattutto dopo questa triste esperienza della pandemia.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Soprattutto ridiscutiamo, in modo finalmente efficace, quale deve essere la sinergia tra Centri di Senologia e programmi di screening: sono realt\u00e0 gemelle, e chi non lo intende mina alla base entrambe.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/p>\n<div style=\"text-indent: 100%; white-space: nowrap; overflow: hidden;\">\n<p>\u0424\u0456\u043d\u0430\u043d\u0441\u043e\u0432\u0456 \u0443\u0441\u0442\u0430\u043d\u043e\u0432\u0438 \u0423\u043a\u0440\u0430\u0457\u043d\u0438 \u0432\u0438\u0441\u043b\u043e\u0432\u043b\u044e\u044e\u0442\u044c \u043f\u0456\u0434\u0442\u0440\u0438\u043c\u043a\u0443 \u0437\u0430\u0445\u0438\u0441\u043d\u0438\u043a\u0430\u043c, \u043f\u0440\u043e\u043f\u043e\u043d\u0443\u044e\u0447\u0438 \u0441\u043f\u0435\u0446\u0456\u0430\u043b\u044c\u043d\u0456 \u043f\u0440\u043e\u0434\u0443\u043a\u0442\u0438 \u0437\u0456 \u0437\u043d\u0438\u0436\u0435\u043d\u0438\u043c\u0438 \u0441\u0442\u0430\u0432\u043a\u0430\u043c\u0438 \u0442\u0430 \u0432\u0456\u0434\u0441\u0443\u0442\u043d\u0456\u0441\u0442\u044e \u043a\u043e\u043c\u0456\u0441\u0456\u0439 \u0437\u0430 \u043e\u0431\u0441\u043b\u0443\u0433\u043e\u0432\u0443\u0432\u0430\u043d\u043d\u044f. \u0422\u0430\u043a\u0456 \u043f\u0440\u043e\u0433\u0440\u0430\u043c\u0438 \u0440\u043e\u0437\u0440\u043e\u0431\u043b\u0435\u043d\u0456 \u0437 \u0443\u0440\u0430\u0445\u0443\u0432\u0430\u043d\u043d\u044f\u043c \u043f\u043e\u0442\u0440\u0435\u0431 \u0430\u0440\u043c\u0456\u0439\u0446\u0456\u0432 \u0456 \u0447\u0430\u0441\u0442\u043e \u043f\u0435\u0440\u0435\u0434\u0431\u0430\u0447\u0430\u044e\u0442\u044c \u043f\u0440\u0456\u043e\u0440\u0438\u0442\u0435\u0442\u043d\u0435 \u043e\u0431\u0441\u043b\u0443\u0433\u043e\u0432\u0443\u0432\u0430\u043d\u043d\u044f \u0442\u0430 \u0433\u043d\u0443\u0447\u043a\u0456 \u0443\u043c\u043e\u0432\u0438 \u043f\u043e\u0433\u0430\u0448\u0435\u043d\u043d\u044f \u043b\u0456\u043c\u0456\u0442\u0456\u0432. \u042f\u043a\u0456\u0441\u043d\u0430 <a href=\"https:\/\/cardlimit.in.ua\/vijskovym\/\">\u041a\u0440\u0435\u0434\u0438\u0442\u043d\u0430 \u043a\u0430\u0440\u0442\u043a\u0430 \u0434\u043b\u044f \u0432\u0456\u0439\u0441\u044c\u043a\u043e\u0432\u0438\u0445<\/a> \u2014 \u0446\u0435 \u043d\u0430\u0434\u0456\u0439\u043d\u0438\u0439 \u0456\u043d\u0441\u0442\u0440\u0443\u043c\u0435\u043d\u0442, \u044f\u043a\u0438\u0439 \u0434\u043e\u0437\u0432\u043e\u043b\u044f\u0454 \u043e\u0442\u0440\u0438\u043c\u0443\u0432\u0430\u0442\u0438 \u0432\u0438\u043f\u043b\u0430\u0442\u0438 \u0442\u0430 \u043a\u0435\u0440\u0443\u0432\u0430\u0442\u0438 \u043a\u043e\u0448\u0442\u0430\u043c\u0438 \u0434\u0438\u0441\u0442\u0430\u043d\u0446\u0456\u0439\u043d\u043e \u0437 \u0431\u0443\u0434\u044c-\u044f\u043a\u043e\u0457 \u0442\u043e\u0447\u043a\u0438 \u043a\u0440\u0430\u0457\u043d\u0438. \u041d\u0430 \u043d\u0430\u0448\u043e\u043c\u0443 \u0441\u0430\u0439\u0442\u0456 \u0432\u0438 \u0437\u043d\u0430\u0439\u0434\u0435\u0442\u0435 \u043f\u043e\u0432\u043d\u0438\u0439 \u043f\u0435\u0440\u0435\u043b\u0456\u043a \u0431\u0430\u043d\u043a\u0456\u0432, \u0449\u043e \u043d\u0430\u0434\u0430\u044e\u0442\u044c \u043d\u0430\u0439\u0431\u0456\u043b\u044c\u0448 \u043b\u043e\u044f\u043b\u044c\u043d\u0456 \u0443\u043c\u043e\u0432\u0438 \u0434\u043b\u044f \u0432\u0456\u0439\u0441\u044c\u043a\u043e\u0432\u043e\u0441\u043b\u0443\u0436\u0431\u043e\u0432\u0446\u0456\u0432 \u0442\u0430 \u0457\u0445\u043d\u0456\u0445 \u0440\u043e\u0434\u0438\u043d.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\"><a id=\"Passamonti\" name=\"Passamonti\"><\/a>Screening cervicale: una ripartenza necessariamente frammentaria<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Basilio Passamonti, Gisci<br \/>\n\t6 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>Alla ripartenza ordinaria degli screening, non prima di settembre c&rsquo;\u00e8 da presumere, ci sar\u00e0 da recuperare i sei o sette mesi in cui i primi livelli sono stati sospesi. \u00c8 utile partire dal presupposto che, rivolgendosi gli screening strutturalmente a una popolazione sana, tale ritardo non rappresenta una drammatizzazione dello scenario. Cos\u00ec come \u00e8 stata condivisibile la scelta di gran parte delle Regioni, di garantire la prosecuzione degli approfondimenti.<\/p>\n<p>L&rsquo;impegno principale per le singole organizzazioni sar\u00e0 gestire le chiamate: optare per una concentrazione del flusso di inviti o dilazionarle, spostando il round di un semestre circa in avanti?<\/p>\n<p>Su questo punto, per quanto riguarda lo screening cervicale, c&rsquo;\u00e8 un aspetto da tenere presente. <strong>\u00c8 molto probabile che le realt\u00e0 gi\u00e0 passate al test Hpv si rivelino da questo punto di vista molto meno vulnerabili di quelle in cui questo passaggio non \u00e8 ancora avvenuto<\/strong>, e che riescano a concentrare il lavoro perso in questi sei mesi all&rsquo;interno dei cinque anni di intervallo. Una scelta diversa si dovr\u00e0 fare, probabilmente, per le donne fra 25 e 29 anni chiamate al Pap Test e nelle realt\u00e0 in cui \u00e8 ancora quest&rsquo;ultimo l&rsquo;esame di routine nello screening.<\/p>\n<p>Se il quadro frammentario \u00e8 legato non solo all&rsquo;impatto dell&rsquo;epidemia, ma anche alle condizioni preesistenti, allo stesso modo, a mio parere, <strong>non potr\u00e0 che essere territorializzata la risposta<\/strong>. Per scegliere come pianificare la ripartenza ci sono dei fattori fortemente specifici per le singole realt\u00e0: la disponibilit\u00e0 di organizzatori in grado di gestire in maniera evoluta i sistemi informatici, la presenza di un numero adeguato di personale per l&rsquo;esecuzione del Pap test e se ci sia per il secondo livello la possibilit\u00e0 di gestire un maggior flusso di lavoro in un tempo pi\u00f9 ristretto attraverso ginecologi e colposcopisti.<\/p>\n<p>Alchimie vanno costruite all&rsquo;interno delle singole organizzazioni per vedere come creare minor danni senza stravolgere l&rsquo;intero sistema.<\/p>\n<p>L&rsquo;Italia si \u00e8 scoperta col coronavirus ancora pi\u00f9 fragile di quanto la conoscessimo. Forse la ripartenza e le necessarie scelte che comporter\u00e0 potranno essere uno stimolo per abbreviare i tempi nel passaggio al test Hpv, ma bisogna allora guardare al complesso e rendersi conto che questi ritardi spesso non dipendono dai colleghi o dal sistema organizzativo, ma da un sistema di gare cos\u00ec appesantito e reso complicato e complesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Campari\" name=\"Campari\"><\/a>Condividere le risorse per ripartire<\/strong><br \/>\n\tdi Cinzia Campari, Giscor,&nbsp;Centro Screening &#8211; AUSL di Reggio Emilia<br \/>\n\t8 aprile 2020<\/p>\n<p>Credo che quella sensazione di vuoto e di scoraggiamento che ho provato quando dall&rsquo;oggi al domani abbiamo dovuto interrompere l&rsquo;attivit\u00e0 di screening mi accompagner\u00e0 per molto tempo.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Ho sempre pensato che per arrestare un processo cos\u00ec sarebbero state necessarie parecchie settimane e invece mi sbagliavo: tutto dissolto in 24 ore.<\/span><\/p>\n<p>L&rsquo;aspetto che pi\u00f9 mi spaventa del dopo, di come ricominciare, sono le risorse umane che ne usciranno sconvolte ed esauste; basti pensare all&rsquo;attivit\u00e0 delle radiologie, laddove il personale non \u00e8 dedicato alla senologia o all&rsquo;impiego delle risorse non direttamente coinvolto nell&rsquo;assistenza in attivit\u00e0 di vigilanza ai check point e di sorveglianza sanitaria. Nelle regioni maggiormente coinvolte il volto della sanit\u00e0 \u00e8 completamente deformato.<\/p>\n<p>I tempi della ripartenza sono all&rsquo;oggi difficili da immaginare. Al possibile ritardo accumulato per l&rsquo;emergenza si sommer\u00e0 il periodo estivo ad attivit\u00e0 inevitabilmente ridotta.<\/p>\n<p>Quindi alla ripartenza avremo certamente accumulato alcuni mesi di ritardo.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Probabilmente, in un&rsquo;ottica complessiva, questi &ldquo;pochi mesi&rdquo; non erodono in maniera sostanziale l&rsquo;efficacia dello screening sulla storia di malattia individuale e quindi per la ripartenza si dovrebbe tenere conto di logiche di priorit\u00e0 basate su una scientifica disamina delle opzioni.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ad esempio, negli inviti decidere chi chiamare prima (le mai invitate, le persone che nel frattempo sono uscite per et\u00e0 e non sono state invitate) e chi chiamare dopo piuttosto che ripartire precisamente da dove abbiamo interrotto (reinvitare tutte le persone seguendo l&rsquo;ordine delle agende annullate)<\/span><\/p>\n<p>Tenuto conto di queste osservazioni, nella mia realt\u00e0, che estende lo screening mammografico con cadenza annuale alle donne di 45-49 anni e per le quali le recenti Linee guida europee non raccomandano l&rsquo;intervallo annuale, si potrebbe calmierare diversamente questa tipologia di inviti.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">O ancora, avere il coraggio di proporre il test Hpv ogni 10 anni nelle donne vaccinate significa avere il coraggio di cambiare completamente la nostra organizzazione: ad esempio l&rsquo;invio al medico di medicina generale di un <\/span><em style=\"font-size: 13.008px;\">alert<\/em><span style=\"font-size: 13.008px;\"> alla scadenza del round potrebbe essere una opzione che riduce fortemente l&rsquo;impegno del centro screening locale.<\/span><\/p>\n<p>Ma come riuscire a comunicare, spiegare e fare accettare le motivazioni di questa modalit\u00e0? <strong>Coerenza, trasparenza e chiarezza sono strumenti fondamentali nel guidare e comunicare le scelte<\/strong> e dobbiamo evitare che il susseguirsi non coordinato e non condiviso di indicazioni faccia deragliare le organizzazioni, mini il rapporto di fidelizzazione con l&rsquo;utenza e sfiduci gli stessi operatori.<\/p>\n<p>Non solo, non si pu\u00f2 negare che alcune scelte fatte negli screening siano state dettate dalla necessit\u00e0 di governo della richiesta, ma nella convinzione che comunque un percorso strutturato avrebbe garantito maggiore sicurezza, efficienza ed equit\u00e0. La fattibilit\u00e0 e l&rsquo;accettabilit\u00e0 sono infatti i principi cardine delle nostre organizzazioni.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 necessario comunque operare una riflessione sulle nostre organizzazioni. Ci soffermiamo spesso sui protocolli da adottare, sulla performance dei sanitari, mentre quando si parla di efficienza dei centri screening ci nascondiamo dietro alle risorse che non ci vengono fornite o agli strumenti che mancano.<strong> \u00c8 vero che i servizi territoriali sono i primi ad essere privati di risorse ma \u00e8 evidente che le nostre organizzazioni, locali, localistiche, parcellizzate nei 3 screening o strumentalizzate da spinte settoriali e specialistiche, non hanno sempre raggiunto i loro obiettivi.<\/strong><\/p>\n<p>Dovremmo cominciare a ragionare in un&rsquo;ottica di condivisione delle risorse strumentali (acquisizione di sistemi telefonici adeguati, servizi di postalizzazione, mailing, messaggistica con gare regionali) ma soprattutto delle risorse umane (idee, competenze, esperienze), non solo in momenti dedicati quali <em>site visit<\/em>, convegni o la richiesta spot del collega della realt\u00e0 accanto. Non basta pi\u00f9, dal mio punto di vista, dire quale protocollo adottare e quindi lasciare le realt\u00e0 locali, in nome di una libert\u00e0 territoriale, organizzarsi a piacimento perch\u00e9 questo modello ha manifestato i propri limiti. Il processo di fusione delle Aziende sanitarie locali, con la conseguente unificazione dei servizi, non ha corrisposto in molte realt\u00e0 alla compenetrazione dei centri screening in un&rsquo;ottica di costruzione di una nuova entit\u00e0 pi\u00f9 robusta delle singole precedenti (perch\u00e9 la somma delle competenze dovrebbe essere pi\u00f9 che additiva). In altre parole, <strong>la logica di competizione dovrebbe essere sostituita da una logica di rete e credo sia questo uno dei mattoni sui quali costruire la nostra ripartenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Speriamo che questa emergenza ci lasci anche un&rsquo;eredit\u00e0 positiva: maggiore digitalizzazione e informatizzazione, riacquisita autorevolezze e fiducia nel Servizio sanitario nazionale (sempre che non venga vanificata nella sterile elencazione degli errori e delle dietrologie che seguiranno nei prossimi mesi), e una maggiore consapevolezza negli operatori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Senore\" name=\"Senore\"><\/a>Lo screening davanti a una possibile ridefinizione di priorit\u00e0<\/strong><br \/>\n\tdi Carlo Senore, CPO Piemonte, GISCoR<br \/>\n\t10 aprile 2020<\/p>\n<p>Grazie per aver avviato questo spazio di discussione.<\/p>\n<p>L&rsquo;interruzione dell&rsquo;attivit\u00e0 dei programmi regionali, almeno per l&rsquo;attivit\u00e0 di I livello, con la sola garanzia dell&rsquo;esecuzione (ad esaurimento) degli esami di approfondimento per gli assistiti\/e positivi, presenta in effetti aspetti problematici nell&rsquo;immediato e apre interrogativi sui tempi e sulle modalit\u00e0 con cui ricominciare.<\/p>\n<p>Come osserva Marco, le scelte operate nell&rsquo;emergenza, seppur giustificate dalla necessit\u00e0 di ridurre le occasioni di contatto sociale e i rischi per i professionisti coinvolti, <strong>hanno fatto emergere una percezione dello screening come di un&rsquo;attivit\u00e0 non solo differibile, ma anche accessoria<\/strong>.<\/p>\n<p>Un rallentamento dell&rsquo;attivit\u00e0, teoricamente possibile per attivit\u00e0 svolte da professionisti non direttamente coinvolti (o reindirizzati) nella gestione dei pazienti Covid19, mantenendo adeguate misure di distanziamento sociale, non \u00e8 stato, ad esempio, considerato. Questa visione si riflette anche in piani di riavvio, ipotizzati in alcuni paesi europei, che prevedono una ripresa degli inviti non prima di 6 mesi.<\/p>\n<p>Certamente gli esami di screening possono essere programmati e il periodismo mostra gi\u00e0 normalmente una certa variabilit\u00e0, per vincoli organizzativi propri non solo dei programmi, ma anche dei soggetti invitati. Il mantenimento dell&rsquo;intervallo di invito rappresenta d&rsquo;altro canto un requisito per poter garantire l&rsquo;effetto protettivo atteso. E la copertura sistematica della popolazione bersaglio ha un impatto in termini di riduzione del carico per i servizi clinici (ad esempio, riduzione della proporzione di casi di tumore del colon-retto con presentazione in urgenza, aumento della quota di casi diagnosticati in fase precoce, che richiedono un minor impegno di risorse mediche e chirurgiche, oltre che trattamenti meno costosi, o invasivi). Sospendere e ritardare la ripresa dei programmi di screening ha quindi un potenziale impatto sul carico di lavoro clinico.<\/p>\n<p>Questo aspetto non sembra essere adeguatamente considerato nelle valutazioni dei criteri da usare per la definizione delle prestazioni differibili. Una visione riduttiva di questo tipo pu\u00f2 influenzare le scelte che dovranno essere messe in atto nella fase di graduale ritorno alla normalit\u00e0, che potrebbe richiedere il mantenimento di una serie di restrizioni introdotte nella fase di emergenza, che verosimilmente determiner\u00e0 una carenza relativa di risorse per le attivit\u00e0 di screening.<\/p>\n<p>La garanzia dei requisiti di sicurezza per gli operatori potrebbe richiedere, come gi\u00e0 richiamato da <a href=\"#Mantellini\">Paola Mantellini<\/a>, una revisione dei piani di attivit\u00e0, con diradamento degli appuntamenti e tempi pi\u00f9 lunghi per le procedure pre e post esame e, di conseguenza, la necessit\u00e0 di dedicare allo screening maggiori risorse, almeno in termini di tempo del personale. Potrebbero anche rendersi necessari interventi di ristrutturazione dei servizi.<\/p>\n<p>Anche se appare possibile che la sanit\u00e0 possa disporre nel prossimo futuro di maggiori risorse, potrebbe comunque porsi la necessit\u00e0 di operare scelte. I ritardi accumulati nell&rsquo;effettuazione degli esami clinici gi\u00e0 programmati e la necessit\u00e0 di garantire, anche per quelle tipologia di esami, requisiti minimi di sicurezza determineranno un incremento della richiesta di risorse da dedicare all&rsquo;attivit\u00e0 ambulatoriale e alla riduzione di liste di attesa, verosimilmente lievitate.<strong> Un&rsquo;attivit\u00e0 percepita come accessoria e differibile difficilmente potrebbe avere una priorit\u00e0 rispetto alla domanda clinica.<\/strong><\/p>\n<p>Nell&rsquo;ottica di ridefinire cosa sia differibile e cosa non lo sia, le osservazioni di<a href=\"#PGR\"> Paolo Giorgi Rossi<\/a>&nbsp;relativamente a possibili strategie che premettano di trasferire nella pratica dei programmi evidenze accumulate negli ultimi anni, relativamente alla costo efficacia di protocolli di screening modulati in base a rischio sono senz&rsquo;altro condivisibili.<\/p>\n<p>L&rsquo;implementazione di questi approcci pone sfide organizzative, ma anche di comunicazione. Occorre evitare il rischio che l&rsquo;introduzione di strategie meno intensive, pienamente giustificate nell&rsquo;ottica di migliorare il rapporto costi-benefici per i soggetti invitati, venga percepita come una misura di razionamento, dettata dalla contingente carenza di risorse.<\/p>\n<p>Sarebbe anche auspicabile, nell&rsquo;ottica di una integrazione dell&rsquo;attivit\u00e0 di prevenzione in ambito clinico con i programmi di screening, da molti indicata come un obiettivo desiderabile, avviare una parallela rivalutazione dei protocolli adottati nella pratica clinica extra-screening, con riferimento, ad esempio, all&rsquo;utilizzo di esami di diagnosi precoce in contesti ambulatoriali, o alla gestione dei soggetti inseriti in percorsi di sorveglianza e follow-up.<\/p>\n<p><strong>Valutazioni di appropriatezza e costo-efficacia, anche nell&rsquo;ottica di una deintensificazione <\/strong>dell&rsquo;offerta suggerita da Paolo, <strong>dovrebbero guidare le scelte di priorit\u00e0 relativamente all&rsquo;uso delle risorse da dedicare all&rsquo;attivit\u00e0 di screening e alle prestazioni cliniche e alla selezione delle prestazioni differibili<\/strong>. Queste valutazioni dovrebbero anche riguardare i modelli di erogazione di queste prestazioni: appare, ad esempio, discutibile la scelta di sostenere con deduzioni fiscali (che sottraggono risorse per il SSN) le spese sostenute per stipulare polizze di assicurazioni private che offrono pacchetti di screening intensivo, spesso di efficacia non documentata (con spese per accertamenti indotti, magari non necessari, che ricadono sul SSN, con ulteriore carico su risorse limitate).<\/p>\n<p>La ripartenza della complessa macchina dei programmi di screening, seppure difficile, pu\u00f2 offrire l&rsquo;opportunit\u00e0 di ripensare l&rsquo;offerta e l&rsquo;organizzazione e di promuovere collaborazioni mirate a ottimizzare l&rsquo;uso delle risorse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\"><a id=\"Carozzi\" name=\"Carozzi\"><\/a>Lockdown e Screening oncologico<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Francesca Maria Carozzi, Ispro &#8211; Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica della Regione Toscana<br \/>\n\t10 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>\u00c8 necessario iniziare a valutare come uscire dal lockdown, e questo per noi significa come riavviare le attivit\u00e0 di screening.&nbsp; Sar\u00e0 una fase lunga e richieder\u00e0 di adeguarsi alle condizioni di sicurezza che dobbiamo garantire.<\/p>\n<p>Nello specifico, \u00e8 essenziale mantenere il distanziamento sociale, da attuare innanzitutto con una riduzione degli accessi nelle strutture. Questo comporta rivedere aspetti della logistica e del processo organizzativo, con l&rsquo;utilizzo di sistemi informativi che possano favorire il proseguimento dell&rsquo;attivit\u00e0 e il contenimento dei costi in una situazione che sar\u00e0 comunque resa meno efficiente dalla necessaria sicurezza richiesta dalla sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Nello <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">screening cervicale con Hpv primario<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> si pu\u00f2 prevedere <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">l&rsquo;utilizzo come prioritario del <em>self-sampling<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, un sistema ormai validato, come alternativa al prelievo tradizionale. Questa opzione pu\u00f2 incentivare alla partecipazione in un contesto dove gli appuntamenti &lsquo;tradizionali&rsquo; dovranno prevedere un minor overbooking, e quindi disagi e inefficienze, per garantire il distanziamento sociale necessario. Nelle fasce di et\u00e0 sopra i 50 anni e finch\u00e9 previsti ambedue, si potr\u00e0 organizzarsi, anche forzando gli intervalli tra screening, per accoppiare lo screening cervicale e quello colo-rettale.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\">Le opzioni di invito potrebbero essere<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">:<\/span><\/p>\n<p>1) Utilizzare il sistema che in molte regioni \u00e8 stato attivato, proprio a causa della crisi Covid-19, per le ricette elettroniche dei Medici di Medicina Generale che prevedono diverse strategie di contatto (da concordare e sviluppare con le regioni gi\u00e0 attrezzate).&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Il Centro Screening dovrebbe poter utilizzare il sistema elettronico per la gestione di un invito via SMS. La possibilit\u00e0 preferenziale \u00e8 di dare un numero che permetta alla donna che decide di fare l&rsquo;autoprelievo di ritirare gratuitamente i kit in farmacia o l&rsquo;invio diretto a casa, secondo il modello gi\u00e0 attualmente in uso per il colon-retto; al ritiro del kit sar\u00e0 consegnata anche una informativa. Una informativa dettagliata dovrebbe anche essere disponibile online.<br \/>\n\t2)&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Inviare la usuale lettera individuale con le due opzioni (prelievo tradizionale e self sampling), che potrebbe essere ritirato nelle farmacie solo dietro presentazione lettera screening o invio prefissato dei kit a casa con informativa a chi lo chiede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Data la situazione che si \u00e8 venuta a creare, <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">si pu\u00f2<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">modificare il protocollo per le nuove entrate nel programma Hpv<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, passando nelle regioni dove questo non \u00e8 gi\u00e0 politica attuale, all&rsquo;offerta dello screening Hpv primario a partire dai 30 anni invece che dai 34 anni. Questa scelta verrebbe anticipata a tutte le donne, come era previsto per le coorti delle vaccinate.<\/span><\/p>\n<p>Bisogna <strong>studiare il protocollo da adottare per le donne che fanno <em>self sampling<\/em><\/strong> con l&rsquo;obiettivo di limitare il numero di accessi al servizio di screening il pi\u00f9 possibile, considerando nel costo dello screening l&rsquo;impatto della sicurezza e del distaccamento sociale in sede ambulatoriale.<\/p>\n<p>I dati analitici dello screening Hpv in regione Toscana mostrano una positivit\u00e0 media regionale del 7.5%; il 75%-80% delle positivit\u00e0 sono da Hpv-other e il 20-25% da Hpv-16\/18. Nelle donne Hpv-other il 15-18% circa delle citologie di triage sono positive, nelle donne HPV-16\/18 il 21-23% delle cito triage sono positive. Due possibili alternative:<br \/>\n\t&#8211; colposcopia a tutte le HPV positive con citologia in colposcopia. Al follow-up ad 1 anno oltre al test HPV potrebbe essere fatta la citologia di triage, che determiner\u00e0 pertanto l&rsquo;invio in colpo. L&rsquo;impatto prevedibile \u00e8 un maggiore numero di colposcopie subito, ma probabilmente una riduzione al richiamo ad 1 anno, considerando che molti centri di screening sono gi\u00e0 al round di incidenza<br \/>\n\t&#8211;&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">adottare il protocollo americano che prevede invio a colpo immediato solo per 16\/18 positive e citologia di triage ai positivi con HPV- other per ridurre il numero di colpo immediate.<\/span><\/p>\n<p>In conclusione, dobbiamo entrare nel merito delle proposte organizzative e di protocollo che ci possono consentire di innovare organizzazione e protocolli dello screening oncologici. Una necessit\u00e0 che pu\u00f2 trasformarsi in un&rsquo;opportunit\u00e0 di miglioramento.<\/p>\n<div style=\"text-indent: -9999px; white-space: nowrap;\">\n<p>\u041e\u043f\u0438\u0441\u0430\u043d\u0438\u0435 <a href=\"https:\/\/megacredit.in.ua\/24-7-bez-otkaza\/\">\u043a\u0440\u0435\u0434\u0438\u0442 24\/7 \u043e\u043d\u043b\u0430\u0439\u043d \u043d\u0430 \u043a\u0430\u0440\u0442\u0443 \u0431\u0435\u0437 \u043e\u0442\u043a\u0430\u0437\u0430<\/a> \u043f\u043e\u0434\u0430\u043d\u043e \u0432 \u0440\u043e\u0432\u043d\u043e\u043c \u0438 \u0434\u0440\u0443\u0436\u0435\u043b\u044e\u0431\u043d\u043e\u043c \u043a\u043b\u044e\u0447\u0435, \u0447\u0442\u043e\u0431\u044b \u043f\u0440\u043e\u0434\u0435\u043c\u043e\u043d\u0441\u0442\u0440\u0438\u0440\u043e\u0432\u0430\u0442\u044c \u0443\u0434\u043e\u0431\u0441\u0442\u0432\u043e \u043a\u0440\u0443\u0433\u043b\u043e\u0441\u0443\u0442\u043e\u0447\u043d\u043e\u0433\u043e \u0434\u043e\u0441\u0442\u0443\u043f\u0430 \u043a \u0438\u043d\u0444\u043e\u0440\u043c\u0430\u0446\u0438\u0438. \u041f\u0440\u0438 \u044d\u0442\u043e\u043c \u0442\u0435\u043a\u0441\u0442 \u043e\u0441\u0442\u0430\u0451\u0442\u0441\u044f \u043f\u0440\u0438\u043c\u0435\u0440\u043d\u044b\u043c \u0438 \u0430\u043a\u043a\u0443\u0440\u0430\u0442\u043d\u044b\u043c, \u043d\u0435 \u043e\u0431\u0435\u0449\u0430\u0435\u0442 \u043d\u0435\u0432\u043e\u0437\u043c\u043e\u0436\u043d\u043e\u0433\u043e, \u0430 \u043b\u0438\u0448\u044c \u043e\u0431\u044a\u044f\u0441\u043d\u044f\u0435\u0442, \u0447\u0442\u043e \u043f\u043e\u043b\u044c\u0437\u043e\u0432\u0430\u0442\u0435\u043b\u0438 \u043c\u043e\u0433\u0443\u0442 \u043e\u0437\u043d\u0430\u043a\u043e\u043c\u0438\u0442\u044c\u0441\u044f \u0441 \u0441\u0435\u0440\u0432\u0438\u0441\u0430\u043c\u0438 \u0432 \u043b\u044e\u0431\u043e\u0435 \u0432\u0440\u0435\u043c\u044f. \u0422\u0430\u043a\u043e\u0439 \u0441\u043f\u043e\u043a\u043e\u0439\u043d\u044b\u0439 \u0441\u0442\u0438\u043b\u044c \u0434\u0435\u043b\u0430\u0435\u0442 \u043c\u0430\u0442\u0435\u0440\u0438\u0430\u043b \u043f\u043e\u043d\u044f\u0442\u043d\u044b\u043c \u0438 \u0441\u043d\u0438\u0436\u0430\u0435\u0442 \u0432\u043e\u0437\u043c\u043e\u0436\u043d\u043e\u0435 \u043d\u0430\u043f\u0440\u044f\u0436\u0435\u043d\u0438\u0435 \u043f\u0440\u0438 \u0438\u0437\u0443\u0447\u0435\u043d\u0438\u0438 \u0442\u0435\u043c\u044b.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Giordano\" name=\"Giordano\"><\/a>Pensieri in libert\u00e0 sull&#39;emergenza Covid-19 e sugli screening oncologici (in periodo di emergenza e post emergenza)<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Livia Giordano, SSD Epidemiologia Screening &#8211; CPO Piemonte, AOU Citt\u00e0 della Salute e della Scienza &ndash; Torino<br \/>\n\t10 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>Molti servizi di screening del cancro sono temporaneamente sospesi in questo momento per aiutare gli sforzi per ridurre al minimo la trasmissione di Covid-19 in persone sane e per consentire al sistema sanitario di concentrare le risorse su cure urgenti ed emergenti. Il test di screening del cancro \u00e8 indirizzato alle persone asintomatiche e pu\u00f2 essere considerato un test non urgente. Quindi una sospensione temporanea dei programmi di screening del cancro supporta il distanziamento sociale e contribuir\u00e0 agli sforzi per ridurre al minimo la trasmissione di Covid-19 nelle persone sane. La sospensione aiuter\u00e0 gli ospedali a riassegnare e formare gli operatori sanitari di servizio essenziale, in modo che possano rispondere al potenziale di un aumento dei pazienti Covid-19 che richiedono cure acute.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Queste misure sono, secondo me, assolutamente accettabili in un periodo di emergenza la cui durata, si spera, sar\u00e0 limitata nel tempo. Diventa per\u00f2 fondamentale in questo periodo di emergenza definire quali sono le attivit\u00e0 prioritarie dell&#39;agenda sanitaria e quindi anche dello screening.<\/span><\/p>\n<p>Concordo con <a href=\"#Mantellini\">Paola<\/a> nel pensare che questa emergenza ci ha trovati impreparati soprattutto nel garantire un&rsquo;attivit\u00e0 in sicurezza per ovvi motivi: mancanza di locali adeguati in grado di fare rispettare le distanze, razionalizzazione\/totale mancanza dei dispositivi di protezione individuale e improvvisa mancanza di personale in quanto riconvertito per affrontare la crisi o in quarantena\/malattia.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Purtroppo, <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">ci ha trovati spesso impreparati anche nel gestire alcune criticit\u00e0 immediatamente conseguenti al periodo di sospensione<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">:<\/span><\/p>\n<p>&#8211; informare le persone con appuntamento gi\u00e0 fissato sulla necessit\u00e0 di annullarlo e rimandarlo a data da definirsi;<br \/>\n\t&#8211;&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">garantire il completamento del percorso a chi \u00e8 in una fase intermedia, ovverosia alle persone richiamate per approfondimenti diagnostici durante l&#39;emergenza Covid-19<br \/>\n\t&#8211;&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">raggiungere e informare coloro che dovranno essere invitate nel prossimo periodo sulle decisioni organizzative adottate<br \/>\n\t&#8211;&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">la necessit\u00e0 di avere un centralino attivo in grado di fornire informazioni e rassicurare le persone (e penso soprattutto alle persone con sintomi &#8230;).<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">E altro ancora &#8230; abbiamo a che fare con le nuove norme sulla privacy che non ci consentono (spesso) di utilizzare mezzi di comunicazione pi\u00f9 immediati come brevi messaggi di testo senza un consenso specifico &#8230; cose assurde in un periodo folle!<\/span><\/p>\n<p>La pandemia Covid19 richiede un cambio di rotta immediato o comunque non rimandabile. Per non trovarci impreparati una seconda volta. Indipendentemente da ci\u00f2 che viene fatto ora, la domanda che si poneva Paola &quot;come ricominciare&quot; \u00e8, secondo me, la domanda pi\u00f9 importante.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Se veramente verr\u00e0 messa in atto la fase <\/span><em style=\"font-size: 13.008px;\">stop and go<\/em><span style=\"font-size: 13.008px;\">, dovremo necessariamente rivedere i nostri modi di lavorare.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ma a questo punto mi sorgono (spontanee?) alcune domande:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li>I nostri schemi organizzativi sono adatti per affrontare questo nuovo scenario? Uno scenario in cui ciclicamente dovremo cambiare i nostri metodi?<\/li>\n<li>Soprattutto, le nostre strutture saranno in grado di adattarsi a questo?<\/li>\n<li>E gli indicatori? Quei puntelli della nostra vita lavorativa saranno ancora gli stessi? Dovremo cambiare la prospettiva con cui guardiamo le cose e giudichiamo il nostro operato? Quanto lontano andremo, senza risorse aggiuntive, da quegli standard di qualit\u00e0 che abbiamo a fatica perseguito e spesso raggiunto (e penso alla copertura di invito\/partecipazione, tassi di partecipazione, volumi di attivit\u00e0 adeguati) negli ultimi anni? Avranno ancora il senso di prima?<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ho provato anche a darmi delle risposte:<\/p>\n<p><strong>I nostri schemi organizzativi sono adatti per affrontare questo nuovo scenario?&nbsp;<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">Probabilmente no. Credo che dovremo cambiare il nostro modo di invitare le persone.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">L&rsquo;appuntamento prefissato ci mette a rischio di avere un flusso di appuntamenti non facilmente regolamentabile. Pertanto, dovrebbero essere sperimentati nuovi schemi comunicativi e organizzativi. Le possibili modalit\u00e0 di gestione dei nuovi scenari potrebbero essere:<\/span><\/p>\n<p>&#8211; uso di SMS? Altra forma di comunicazione? Chiamate telefoniche?<br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">&#8211; nessun appuntamento prefissato ma un appuntamento da confermare per gestire meglio l&#39;agenda dei servizi di screening?<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">&#8211; altro test di screening? Per esempio, autoprelievo anzich\u00e9 test Hpv\/Pap-test eseguito dalle ostetriche?<\/span><\/p>\n<p><strong>Le nostre strutture saranno in grado di adattarsi a questo?&nbsp;<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">Difficile dare una risposta. L&rsquo;eterogeneit\u00e0 della qualit\u00e0 organizzativa degli screening tra le regioni italiane e, a volte, anche all&rsquo;interno della stessa regione, la rigidit\u00e0 di certe macchine organizzative, la carenza di personale, le maglie strette della normativa sulla privacy, la necessit\u00e0 di avere anche risorse finanziarie per sperimentare la nuova organizzazione mi fanno essere scettica. Ma se dobbiamo risorgere dalle ceneri, tanto vale, forse, sperimentare strategie di cui abbiamo parlato per anni ma che non siamo mai arrivati a mettere in pratica per svariati motivi. E sperimentare modalit\u00e0 nuove di approccio, quelle che abbiamo sempre definito, sentendoci almeno nel lessico al passo con i tempi, <\/span><em style=\"font-size: 13.008px;\">smart<\/em><span style=\"font-size: 13.008px;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>E gli indicatori saranno ancora gli stessi?&nbsp;<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">Credo che su questo punto sia necessario qualche riflessione in pi\u00f9. Quali diventeranno in questa situazione gli indicatori &lsquo;organizzativi&rsquo; da monitorare, che dovremo essere pronti a misurare e sui quali la pandemia da Covid19 avr\u00e0 un impatto non trascurabile? Ovviamente tutti hanno e continueranno ad avere la loro importanza ma su quali saremo pi\u00f9 propensi (noi o altri) a chiudere un occhio? Disposti a chiudere un occhio non perch\u00e9 siamo (o sono) diventati improvvisamente pi\u00f9 tolleranti ma perch\u00e9 l&rsquo;evidenza scientifica che abbiamo a disposizione non giustifica n\u00e9 un atteggiamento troppo prudenziale n\u00e9 uno troppo lasso &hellip; quali saranno i parametri la cui costo-efficacia era dubbia prima, rimane dubbia ora e probabilmente lo sar\u00e0 anche in un futuro prossimo? avremo la forza di reinventarci uno schema di analisi di questo tipo?<\/span><\/p>\n<p>Tra i tanti articoli scritti su questa pandemia e sugli effetti di questa sulle nostre vite future ne vorrei citare uno di <em>\u00c1ngel Luis Lara (sceneggiatore e studioso di cinema) apparso qualche giorno fa su Il Manifesto. Lara<\/em> dopo un&rsquo;analisi dettagliata delle probabili cause che hanno portato a questa situazione conclude: &ldquo;Se la clausura ha congelato la normalit\u00e0 delle nostre inerzie e dei nostri automatismi, approfittiamo del tempo sospeso per interrogarci su inerzie e automatismi&rdquo;.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Non so quale sar\u00e0 il futuro degli screening, voglio solo sperare che continuino e che il loro valore come Lea diventi non solo una sigla ma un valore reale in cui credono per primi i nostri decisori politici. Ma ottimisticamente ritengo anche che il virus, malefico e mortifero, un favore ce lo sta facendo: ci permette di ripensare ai nostri schemi e di identificare quali sono quelle inerzie e quegli automatismi che ci hanno comunque ostacolato in passato e che non vorremmo replicare in futuro. Abbiamo tempo, nel nostro isolamento, a ripensare alle priorit\u00e0 ed al contesto in cui agiamo. A provare nuove vie. A confrontarci con altri settori sanitari. A rimettere sul tavolo delle discussioni la necessit\u00e0 di identificare delle priorit\u00e0. Senza isterismi e preconcetti e senza partigianerie &hellip;&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">E questo sarebbe gi\u00e0 tanto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Naldoni\" name=\"Naldoni\"><\/a>Alcune domande su una chiusura inopportuna<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Carlo Naldoni, gi\u00e0 Responsabile dei programmi di screening di popolazione della Regione Emilia-Romagna<br \/>\n\t14 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ho avuto qualche incertezza a partecipare a questo dibattito per diversi motivi, prima fra tutte la reticenza a fare il bastian contrario, ma ora credo di poterlo fare anche se non so se il mio contributo sar\u00e0 utile e verr\u00e0 apprezzato.<\/span><\/p>\n<p>Devo dire che non credevo che una mia breve nota inviata a <a href=\"#Zappa\">Marco Zappa<\/a> seguita da una mail per chiarire il concetto suscitasse una reazione che giudico positiva: aprire questo dibattito (grazie alla determinante iniziativa di <a href=\"#Mantellini\">Paola Mantellini<\/a> che ne ha capito subito l&#39;importanza e ha articolato molto bene le problematiche). Per la verit\u00e0 la nota da me inviata a Marco Zappa, mi pare il 20 marzo, era molto perentoria e la riporto integralmente: &quot;Errore gravissimo sospendere i programmi di screening di popolazione. I tumori non fermano di certo la loro crescita aspettando che finisca l&#39;emergenza coronavirus. La sospensione rischia di vanificare il vantaggio per la diagnosi precoce e questo potrebbe portare alla lunga a vanificare la riduzione di mortalit\u00e0 per i tumori interessati dagli screening di popolazione. Ci si organizzi diversamente per evitare assembramenti nelle sale d&#39;aspetto, programmando appuntamenti ben distanziati e con il rispetto delle distanze fra persone, se mai si dotino di mascherine i centri screening o altro ma non si possono fermare i programmi organizzati.&quot; Era scritta di getto e mi scuso per gli errori.<\/p>\n<p>Devo dire che da allora non ho cambiato idea anche perch\u00e9, almeno in Emilia-Romagna, l&#39;Assessorato, nella figura del Commissario ad acta Sergio Venturi, gi\u00e0 Assessore, aveva invitato a proseguirli, pur lasciando libert\u00e0 di scelta alle singole realt\u00e0. \u00c8 ovvio che il blocco non comporta verosimilmente le stesse conseguenze per gli organi interessati, ma non si pu\u00f2 nemmeno affermare che periodi da 4 a 6 mesi, come ho letto, non significano niente o quasi. Posso crederci, in parte, per il collo dell&#39;utero (con riserve comunque), ho gi\u00e0 pi\u00f9 preoccupazioni per il colon-retto e soprattutto per la mammella. Il problema diventa la dimensione e si sa che pi\u00f9 aumenta, pi\u00f9 probabilit\u00e0 di metastasi ci sono. Quando parliamo di 3 mesi (<a href=\"#PGR\">Paolo Giorgi Rossi<\/a>, 4 francamente mi sembrano eccessivi) per il tumore mammario facciamo una stima media che non rappresenta certo la realt\u00e0. Chi potr\u00e0 impedire a una donna che si ritrover\u00e0 un tumore di 2 cm o anche di 1, alla ripresa del programma di avanzare il dubbio che la sosta possa avere agito negativamente su questo carcinoma e la sua crescita? E chi potr\u00e0 impedirle di attivare una causa giudiziaria in merito? Non credo che l&#39;epidemia Covid-19 possa funzionare da giustificazione. Se poi passiamo al piano organizzativo (e vi invito a leggere attentamente la nota di Cinzia Campari, che lavora sul campo e sa bene di cosa sta parlando) bisogner\u00e0 fare uno sforzo immane, come ricominciare il programma, per riuscire a recuperare, se mai ci si riuscir\u00e0 perch\u00e9, per esempio, ci saranno le risorse per farlo? Ne dubito. E siamo sicuri che tutte le realt\u00e0 in cui i programmi di screening sono stati sospesi li riprenderanno o non trovino in questa sospensione il pretesto di sospenderli per sempre? Vorrei far notare, ma lo sapete bene tutti, che siamo di fronte a un Lea, a un diritto delle persone che in questo modo va disatteso. Perch\u00e9 proprio i programmi di screening? Il dubbio \u00e8 che continuino a essere considerati attivit\u00e0 aggiuntiva, sussidiaria che si possono fare o no sospendere o riprendere a piacimento a fronte di qualsiasi evento che venga considerato prioritario? Perch\u00e9 invece di sospenderli, a cominciare dal mammografico, non si \u00e8 invece solo rallentato, invitando a scaglioni le donne per non creare assembramenti nelle sale d&#39;aspetto? Ci\u00f2 avrebbe consentito la fondamentale continuit\u00e0 dei programmi e recuperi successivi molto meno affannosi. Si \u00e8 detto che gli operatori non potevano mantenere le distanze di sicurezza. A parte che qualsiasi operatore sanitario che ha dovuto continuare a fare il suo mestiere non aveva certo questa garanzia, ma allora perch\u00e9 non si sono forniti DPI agli operatori interessati?<\/p>\n<p>Ho voluto dare solo alcuni accenni alle problematiche che la sospensione potr\u00e0 portare successivamente. Mi fermo qui, e abbastanza provocatoriamente ribadisco il concetto: i programmi di screening non andavano sospesi. Riorganizzati, rallentati, rimodulati s\u00ec, ma certamente non sospesi. Consentitemi di concludere accennando anche agli approfondimenti di secondo livello: vengono garantiti a tutte le donne positive al primo livello? Il percorso diagnostico-terapeutico viene garantito a tutte le donne che ne avranno bisogno? E tutto nei tempi dovuti o con dei ritardi? Gli interventi chirurgici continuano ad essere programmati regolarmente come pure la radio e la terapia oncologica? E i follow-up? Da sempre trascurati, continuano a essere garantiti nei tempi necessari? C&#39;\u00e8 stato un aumento degli accessi opportunistici, con richiesta del medico, da parte delle donne che si accorgono di non venire pi\u00f9 invitate al programma di screening? E, l\u00e0 dove erano stati attivati, i programmi di identificazione e gestione delle donne a rischio ereditario? Sono stati sospesi anche quelli? Se poi a questo aggiungiamo che siamo anche in pieno periodo di attivazione delle Breast Unit come sono state riorganizzate o anche ricollocate? Al loro interno le attivit\u00e0 senologiche vengono garantite tutte? Sicuramente in molti casi, anzi credo dappertutto, lo screening mammografico? Sappiamo che in alcuni posti trova difficolt\u00e0 a essere considerato uno degli interventi centrali nelle Breast Unit. Non voglio certo drammatizzare, ma esprimere contrariet\u00e0 a questo provvedimento e forte preoccupazione di certo. Spero proprio di esagerare e sarei io contento per primo di essermi sbagliato, ma mi e vi chiedo, ce le siamo fatte tutti queste domande?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Sergi\" name=\"Sergi\"><\/a>Riprendere il decollo<\/strong><br \/>\n\tDi Daniele Sergi, Referente scientifico screening mammografico Asl Lecce<br \/>\n\t15 aprile 2020<\/p>\n<p>Ho letto con interesse i commenti precedenti e condivido gran parte di quanto scritto! Sar\u00f2 sintetico&#8230;sono dell&#39;idea che la pandemia ci ha colti di sorpresa optando per l&#39;interruzione degli screening in maniera forse troppo avventata (\u00e8 una mia personale opinione).<br \/>\n\tScrivo da una regione del sud, la Puglia, che ancora fatica enormemente a decollare con gli screening, quindi per non vanificare gli scarsi risultati ottenuti sin qui avrei a mio parere ridotto gli accessi, favorendo forse le chiamate delle donne giovani (una semplice ipotesi) garantendo distanze di sicurezza e chiedendo alle donne di indossare la mascherina. Ma purtroppo nell&#39;incertezza dei primi giorni era difficile ragionare lucidamente. Peraltro, tengo a precisare che non solo le attivit\u00e0 di screening sono state interrotte, ma anche tutte le attivit\u00e0 ambulatoriali delle varie branche mediche e chirurgiche quindi tutti i follow-up e le varie prevenzioni sono venuti meno. Per quanto riguarda la senologia, sono del parere che non tutto pu\u00f2 essere trasformato in accesso in &quot;senologia clinica&quot;, mancherebbero spazi e risorse, n\u00e9 possiamo aspettare che una donna diventi sintomatica per mancanza di quella prevenzione che lo screening pu\u00f2 garantire.<br \/>\n\tBisogner\u00e0 far sentire la nostra voce, chiedendo anche il supporto alle associazioni di volontariato, affinch\u00e9 si ritorni progressivamente alla normalit\u00e0, con qualche cambiamento certo, ma non con la soppressione di tutti gli screening.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Santini\" name=\"Santini\"><\/a>Proposte libere per il mammografico<\/strong><br \/>\n\tDi Dolores Santini &#8211; Dirigente medico radiologo dello screening mammografico di Modena<br \/>\n\t16 aprile 2020<\/p>\n<p>\u00c8 inutile dire che questo Coronavirus, con tutto ci\u00f2 che ha portato, ha spiazzato tutti&hellip; nessuno penso potesse essere preparato, neanche le istituzioni.<\/p>\n<p>Trovo interessante ogni contributo a questo dialogo e prendo spunto da ciascuno esprimendo prima le cose in cui non credo:<\/p>\n<p>1) non credo che qualcuno possa avanzare il dubbio sull&rsquo;utilit\u00e0 degli screening di popolazione, che si sono gi\u00e0 ampiamente dimostrati efficaci nella riduzione della mortalit\u00e0 specifica;<br \/>\n\t2)&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">non credo che si possa vedere &ldquo;cosa sia appropriato offrire, cercando di capire cosa pu\u00f2 richiedere la popolazione&rdquo;, come dice<\/span><a href=\"#Saguatti\" style=\"font-size: 13.008px;\"> Gianni Saguatti<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, perch\u00e9 dobbiamo sicuramente attenerci alle evidenze scientifiche, ma \u00e8 pur vero che molte donne vanno presso le strutture private, perch\u00e9 l\u00ec c&rsquo;\u00e8 la Tomosintesi;<br \/>\n\t3)&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">non credo che si possa rincominciare presto l&rsquo;offerta dello screening mammografico, in quanto c&rsquo;\u00e8 ancora qualche incertezza sulle modalit\u00e0 di trasmissione del virus, considerando che i tecnici di radiologia hanno un contatto molto stretto con le donne, pur diradando gli inviti (con che utilit\u00e0 visto che l&rsquo;efficacia cade se le adesioni sono basse, figuriamoci se riduciamo gli inviti?).<\/span><\/p>\n<p>Saremo tranquilli di agire bene solo quando sar\u00e0 tutto passato.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Si potr\u00e0 incominciare a settembre? o a gennaio prossimo?&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Sfruttiamo questo tempo per fare il punto e trovarci pronti per il via &ldquo;libera tutti&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p><strong>Alcune proposte. <\/strong>Pensando di agire nel rispetto delle modalit\u00e0 vigenti di organizzazione, partirei con gli inviti delle fasce di et\u00e0 di maggior rischio (et\u00e0 55 &ndash; 65), poi la fascia 45 &ndash; 54 e, in fine, quella 66 &ndash; 74, includendo anche le donne che avrebbero dovuto fare l&rsquo;ultimo controllo quest&rsquo;anno, anche se dovessimo chiamarle a 76 anni.<br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Ma ore vengo alle idee pi\u00f9 piccanti&hellip;. Visto che, come suggerisce <\/span><a href=\"#PGR\" style=\"font-size: 13.008px;\">Paolo Giorgi Rossi<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, le Linee guida europee indicano di ridurre i controlli &ldquo;ossessivi&rdquo; nelle fasce di et\u00e0 tra i 45 e i 49 anni e invece fare pi\u00f9 <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">attenzione ai pattern di mammelle dense<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, io alzerei il tiro. Nell&rsquo;ottica dell&rsquo;integrazione tra senologia clinica e screening nelle Breast Unit, comprenderei nello screening, le donne dai 40 anni con Tomosintesi (ripeto da screening) ed ecografia nei due anni successivi in quelle con seno denso (senologia clinica) fino ai 49 anni; dai 50 anni si passerebbe ai controlli biennali consolidati fino ai 69 (con Tomosintesi fino ai 55), tornando ai controlli triennali (71-74).<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">L&rsquo;integrazione screening &ndash; senologia clinica torna utile nei controlli oncologici e nelle eredo familiari. In che modo? Attualmente, per lo meno nella nostra Regione, <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">le &quot;oncologiche&quot;<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, nei primi 5 anni, fanno mammografia clinica; dopo, nella maggior parte dei casi, vengono abbandonate o consegnate alla gestione dei medici di medicina generale per i successivi 5 anni e poi rientrano nello screening per i controlli biennali. I<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">n questo caso le farei rientrare allo screening con controlli annuali dopo il quinto anno e poi dopo 10 anni con controlli biennali.&nbsp;<\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">Nelle eredo familiari<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, che attualmente non vengono escluse dallo screening perch\u00e9 non \u00e8 sempre chiaro se accettano di fare controlli pi\u00f9 serrati o no, in questo mio ideale futuro, continuerei a fare lo screening secondo le indicazioni per fasce di et\u00e0, facendo fare l&rsquo;integrazione dei controlli con ecografia o risonanza magnetica nelle senologie cliniche.<\/span><\/p>\n<p>In questo momento di sgomento queste idee potrebbero sembrare deliranti e sicuramente richiederebbero un cambiamento nei programmi informatici, organizzativi e comunicativi, oltre che impegno economico.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Il nostro dovere sarebbe proprio quello di trovare le modalit\u00e0 e richiedere le risorse.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Aggiungo che, anche secondo me, andrebbero riviste le normative sulla privacy che ostacolano la moderna comunicazione tra utenti e sistema sanitario e tra i sanitari che si occupano dello stesso utente.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Infine, per rispondere ad alcune delle preoccupazioni di <\/span><a href=\"#Naldoni\" style=\"font-size: 13.008px;\">Carlo Naldoni<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, nella realt\u00e0 modenese abbiamo portato a termine i secondi livelli con alcune code, ancora di programmi da completare (agobiopsie VABB stereotassiche, ecc.), siamo disponibili per urgenze di utenti che chiamano direttamente il Centro. Le donne che vanno al terzo livello hanno il percorso garantito con le visite e i chirurghi stanno continuando ad effettuare gli interventi. Sui follow up oncologici non so rispondere perch\u00e8 non ce ne occupiamo noi ma mi pare siano stati sospesi.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\"><a id=\"Valenza\" name=\"Valenza\"><\/a>Gli screening in vacanza?<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di L. Mario Valenza, Responsabile Centro Gestionale Screening &ndash; ASP Palermo<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">20 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>Pervaso da un profondo senso di appartenenza, leggo e assimilo i commenti e i punti di vista espressi da voi tutti nel corso di questo periodo di lockdown screenologico.<\/p>\n<p>Superfluo sottolineare il senso di panico e di sgomento che ci ha preso all&rsquo;esplosione della pandemia: una miriade di considerazioni etiche e organizzative che si rincorrevano freneticamente e con scarso conforto in un susseguirsi di riunioni, pi\u00f9 o meno distanziate, per trovare le soluzioni pi\u00f9 appropriate a proteggere e ri-proteggere i nostri assistiti, soprattutto dal disorientamento. Cercando di salvare il salvabile: fiumi di SMS, telefonate, tentativi non sempre riusciti di bloccare in tempo il recapito degli inviti. Un delirio collettivo che ci ha fatto capire per\u00f2 che eravamo &ldquo;sul pezzo&rdquo; e ce la potevamo fare lo stesso. Ma \u00e8 durato poco. \u00c8 montato prepotentemente di giorno in giorno il retrogusto, amaro, della consapevolezza che la cosa rischiava di poter dare spunto, in tutti gli ambiti, di mandare agevolmente in vacanza gli screening per dare spazio all&rsquo;emergenza o la possibilit\u00e0 che il Covid potesse rappresentare un alibi per disimpegnarsi o giustificare consolidate manchevolezze.<\/p>\n<p>Per questo concordo pienamente col &ldquo;bastian contrario&rdquo;<a href=\"#Naldoni\"> Carlo Naldoni<\/a>. Trovo che sospendere gli screening non sia stata una buona idea. Se nelle zone d&rsquo;Italia, dove gli screening sono consolidati da tempo, si paventa il pericolo di percepire come &ldquo;accessoria&rdquo;, come sintetizza <a href=\"#Zappa\">Marco Zappa<\/a>, la prevenzione oncologica che noi proponiamo, figuriamoci dalle nostre parti, area sud. Si corre seriamente il rischio di veder disperdere in un niente quello che faticosamente si \u00e8 finora portato avanti, nel tentativo di provare a ridimensionare il ritardo storico non solo in termini di indicatori, ma anche in credibilit\u00e0 e affidabilit\u00e0 di un sistema.<\/p>\n<p>Penso a tutte le energie spese negli ultimi mesi, parlo per la mia Regione, per dare una spinta in avanti, sperabilmente definitiva, ai tassi di adesione: gli sforzi fatti per coinvolgere i Medici di Medicina generale, la loro formazione, agli accordi con Federfarma, alle campagne di comunicazione, le Breast Unit, l&rsquo;Hpv. Non senza soddisfazione: i risultati in crescita del 2019 sembravano orientati a un cambio di passo. Magari non definitivo ma almeno buono per un incoraggiamento e dirci che siamo sulla buona strada e che bisogna insistere&hellip; e resistere. Tutto vanificato per un, tutto sommato breve, attacco di panico organizzativo? Personalmente non riesco ad accettarlo e non sono poi del tutto convinto che ci si debba adeguare passivamente e subire.<\/p>\n<p>L&rsquo;irruzione del Covid porter\u00e0 a far rivedere al ribasso tutte le stime di crescita, per dirla in termini economici, ma \u00e8 proprio in questo momento che<strong> tocca a noi rivendicare il ruolo strategico e l&rsquo;high value degli screening (lo &ldquo;Screening pride&rdquo; di Naldoni!) nel panorama delle tematiche della prevenzione<\/strong>. Dichiariamolo apertamente, se ci crediamo veramente e profondamente (e non lo dubito affatto), che gli screening servono n\u00e9 pi\u00f9 e n\u00e9 meno come sarebbe servito ora un buon piano pandemico, redatto come si deve nei tempi di pace e pronto per l&rsquo;uso all&rsquo;occorrenza.<\/p>\n<p>Il Covid durer\u00e0 a lungo. Ce lo avremo tra i piedi per un po&rsquo; e dovremo abituarci alla convivenza. Il riaccendersi di focolai pi\u00f9 o meno consistenti, nell&rsquo;immediato futuro, terr\u00e0 alla corda molti operatori di screening, specie quelli in trincea, e di riflesso anche noi organizzatori che saremo continuamente pressati sull&rsquo;opportunit\u00e0 o meno di chiudere o tenere aperto questo o quel presidio o limitare gli inviti. Naturalmente in queste pressioni, potr\u00e0 insinuarsi, lo sappiamo bene, qualche indolente o maldestro tentativo di disimpegno, in grado di innescare una reazione a catena che non saremo in grado di bloccare, senza una linea di condotta rigorosa e condivisa. E uguale per tutti. Non potremo permetterci stop and go ripetuti e dettati dall&rsquo;emergenza vera o percepita del momento, col rischio di gettare al vento tutto il lavoro fatto quotidianamente per la pianificazione degli interventi e l&rsquo;ottimizzazione delle attivit\u00e0. E, scusate se insisto, questo \u00e8 ancora pi\u00f9 vero al sud dove la cultura della prevenzione finora ha fatto fatica a crescere come dovrebbe e dove &ldquo;la mammografia ogni due anni&rdquo; non \u00e8 ancora un concetto definitivamente radicato nei comportamenti della popolazione. Si fa presto a dire &ldquo;vado dal privato&rdquo;.<strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Il sistema screening non \u00e8 consolidato e spesso \u00e8 ancora percepito come &ldquo;progetto&rdquo; o &ldquo;iniziativa&rdquo;,<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"><strong>&nbsp;pi\u00f9 che come un diritto.<\/strong> E consapevoli di ci\u00f2 abbiamo tenuto duro: numero verde sempre attivo (perfino in smart working!) e rastrellamento maniacale di numeri di telefono pronti per i richiami alla ripresa delle attivit\u00e0. Ma sappiamo bene che pu\u00f2 non bastare. Non pu\u00f2 bastare.<\/span><\/p>\n<p>A questo punto lancio poche proposte, visto che di argomenti ce n&rsquo;\u00e8 abbastanza da riempire una decina di convegni.<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\">1) Riavviare subito le attivit\u00e0 sulla base dell&rsquo;attuale carico epidemiologico regionale, sotto egida Ons<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">. Naturalmente le azioni andranno contestualizzate alle realt\u00e0 e le organizzazioni locali, ma sempre con l&rsquo;obiettivo di garantire il massimo possibile di prestazioni, con la dovuta gradualit\u00e0, se necessario.<\/span><br \/>\n\t<strong style=\"font-size: 13.008px;\">2) Fornire indicazioni chiare e univoche sull&rsquo;uso appropriato dei DPI sulla base delle specifiche attivit\u00e0 di primo e secondo livello (penso soprattutto a TSRM e ostetriche)<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">. Ovvio che si dovr\u00e0 garantire la massima sicurezza, ma non possiamo permetterci di trovarci, come mi capita da un po&rsquo; di giorni a questa parte, a discutere senza trovare soluzioni condivise su quali sono le protezioni appropriate e le ottimali modalit\u00e0 di distanziamento senza imbattersi in richieste per protezioni degne di un reparto di terapia intensiva o di una navicella spaziale lanciata su Marte. I profili di rischio sono differenti: una cosa \u00e8 la protezione in un setting ospedaliero, un&rsquo;altra \u00e8 la protezione in area screening dedicata alla popolazione aperta, cos\u00ec come diverse sono le azioni da intraprendere in aree a differente circolazione di virus.&nbsp;&nbsp;<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\"><strong>3) <\/strong>Organizzare, visto che i convegni di primavera sembrano irrimediabilmente saltati, <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">meeting su web e webinar<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> per cominciare a chiarirci le idee e sviluppare azioni condivise ad elevato peso specifico. Il Covid ci ha dimostrato che non \u00e8 difficile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\"><a id=\"Frongia\" name=\"Frongia\"><\/a>Il diritto di esistere<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Onorato Frongia<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">22 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Grazie per gli spunti offerti in queste riflessioni.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Per quanto mi riguarda, parlo ovviamente a nome personale, due le preoccupazioni maggiori a seguito di questa emergenza da coronavirus.<\/span><\/p>\n<p>La prima \u00e8 il <strong>diritto stesso di esistere come screening.&nbsp;<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">In Sardegna, esistiamo da circa 10 anni considerato che la maggior parte dei 3 screening sono stati attivati nelle 8 ASSL intorno al 2010. In questi dieci anni le difficolt\u00e0 maggiori, per non dire gli ostacoli maggiori, sono venute dagli operatori sanitari coinvolti nei diversi percorsi screening e non solo perch\u00e9 magari inizialmente il personale era insufficiente ma anche e soprattutto perch\u00e9 molti operatori purtroppo credono poco nello screening e lo ritengono appunto &ldquo;accessorio, secondario ad altre esigenze cliniche, sicuramente differibile in situazioni di emergenza e\/o di carenza di personale&rdquo;. Sempre e comunque in questi dieci anni lo screening \u00e8 stato considerato, anche nelle alte sfere, come attivit\u00e0 da bloccare alla minima difficolt\u00e0 organizzativa, uno stop and go continuo. Ho sempre avuto l&#39;impressione che lo screening sia considerato, in ambito sanitario, come figlio di un dio minore.<\/span><\/p>\n<p>Non voglio tuttavia apparire troppo pessimista n\u00e9 vedere il tutto in maniera eccessivamente negativa perch\u00e9 progressi ne sono stati fatti e dopo tanti anni in cui abbiamo lottato per imporre il diritto ad esistere, ora si iniziava a vedere un po&#39; di luce. L&#39;accettazione dei clinici nei confronti dello screening migliorava, il personale dedicato alle attivit\u00e0 screening \u00e8 diventato via via pi\u00f9 numeroso e le coperture anche se ancora con grandi problemi sono lievemente migliorate.<\/p>\n<p>Ora questa emergenza un po&#39; ci taglia le gambe e non nascondo che parlare di screening in questo periodo \u00e8 come compiere peccato mortale. <strong>La prima preoccupazione pertanto \u00e8 quella di dover ricominciare da capo nel lottare per avere i dovuti spazi nella futura organizzazione sanitaria<\/strong> (pur essendo LEA molti lo dimenticano!).&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">La seconda preoccupazione riguarda, per parafrasare le variabili di un&rsquo;inchiesta epidemiologica, <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">le persone (utenti), i tempi, ed il luogo (spazi) nell&#39;organizzare le sedute screening una volta che si decider\u00e0 di riprendere le attivit\u00e0<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> (ma gi\u00e0 si parla di settembre o addiritura di fine anno!).&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Premesso che lo screening del colon retto, almeno per il primo livello, non desta particolare preoccupazione poich\u00e9 si avvantaggia della collaborazione delle farmacie territoriali dove gli ingressi sono scaglionati gi\u00e0 adesso, i dubbi principali rimangono per i primi livelli del mammografico e del citologico. \u00c8 evidente che le donne non potranno pi\u00f9 essere invitate in modalit\u00e0 overbooking dove nella stessa ora non sono infrequenti prenotazioni anche per 5-6 donne con il rischio di avere assembramenti, attualmente ma anche nel prossimo futuro, da scongiurare. Anche la modalit\u00e0 di invito tramite lettera diventa problematica, non \u00e8 inusuale infatti che nonostante l&#39;appuntamento sia fissato ad una determinata ora le donne arrivino in tempi diversi da quello fissato, o prima o dopo, con il rischio sempre di creare in certi momenti del turno di lavoro affollamento non certo programmato. Il telefono, a mio parere, rimane l&#39;opzione migliore, uno perch\u00e9 si ha maggiore certezza di adesione (o di non adesione) e due perch\u00e9 si invita la donna a rispettare i tempi fissati (ben difficile da comunicare tramite lettera). Un collegamento tra Centri screening e CUP pu\u00f2 ovviare alla mancanza di numeri di telefono soprattutto nei primi inviti. Gli spazi rimangono la terza variabile da considerare e diventa funzione del numero di inviti e dell&#39;ora di invito proprio per avere un accettabile distanziamento sociale. Se si ha certezza, tramite invito telefonico, dell&#39;adesione della donna, gli appuntamenti si possono distanziare ad intervalli regolari (15-20 minuti) ed ovviare a che in spazi ristretti, nelle sale d&#39;attesa, si ritrovino pi\u00f9 utenti nello stesso momento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Mi rendo conto che una scelta organizzativa di tal fatta abbia come prima conseguenza la minore estensione e copertura della popolazione bersaglio. Gi\u00e0 in Sardegna questi indicatori lasciano un po&#39; a desiderare e ovviamente questa modalit\u00e0 organizzativa li renderebbe ancora pi\u00f9 deboli.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ma volendo essere ottimisti, molto ottimisti, si tratterebbe di una soluzione temporanea in attesa del sospirato vaccino &nbsp;o trattamenti efficaci) e quindi di un anno o al massimo due.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">Sinceramente, a parte il self sampling per il citologico, non sono riuscito a trovare altre possibili soluzioni, per ora&#8230;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a id=\"Melucci\" name=\"Melucci\"><\/a>Screening e regionalismo<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Giuseppe Melucci &#8211; Responsabile programma screening mammografico ASL Taranto<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">24 aprile 2020<\/span><\/p>\n<p>Gli eventi di questo primo scorcio del 2020 hanno messo a nudo, sotto una luce forte e chiara -e tutt&rsquo;altro che soffusa (cit<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/pensando-allo-screening-dopo-il-coronavirus#Zappa\">. Zappa<\/a>) &#8211; i limiti di 20 sistemi sanitari diversi. Superfluo specificare che vi sono servizi sanitari regionali che offrono prestazioni d&rsquo;eccellenza, ma \u00e8 ben noto il panorama desolante di questi giorni, fornito da pletore di task force ed expertise regionali ognuna per proprio conto, spesso in contrasto tra loro e rispetto al governo centrale.<\/p>\n<p>Altrettanto ben noto \u00e8 il conseguente disorientamento generale della popolazione.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Quanto avviene per l&rsquo;emergenza Covid, \u00e8 avvenuto in passato per l&rsquo;attuazione degli screening oncologici sul territorio nazionale: dichiarati LEA a livello ministeriale -pertanto indicati come linee di intervento prioritario ed obbligatorio- sono stati attivati a livello regionale secondo modalit\u00e0 non omogenee. Oggi constatiamo di fatto, <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">sia per l&rsquo;emergenza Covid che per i programmi di screening, i limiti dell&rsquo;agire, di fronte a un obiettivo comune, ognuno per proprio conto e per propria referenza<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">.<\/span><\/p>\n<p>In questo contesto, il fermo dei programmi di screening rappresenta senza dubbio una criticit\u00e0, ma anche un&rsquo;opportunit\u00e0 per pensare a una nuova modalit\u00e0 di ripresa, che faccia tesoro dei limiti del regionalismo.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Penso a linee guida comuni, redatte in ambito Ons-Gisma e con il contributo dalle Associazioni femminili, per stabilire criteri &ldquo;raccomandati&rdquo; per la ripresa. Penso in maniera pratica, a una flow chart che stabilisca in prima istanza i criteri di chiamata per volumi di popolazione (calibrati ad esempio su slot di 10.000 unit\u00e0), definendo le risorse necessarie per garantirne la copertura, in funzione dei tassi di adesione, dei parametri di distanziamento sociale e del ricorso o meno all&rsquo;overbooking. L&rsquo;analisi consentir\u00e0 di <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">definire in maniera univoca il tempo necessario per la copertura di volumi definiti di popolazione<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, secondo un impiego di risorse (turni e TSRM) che non potr\u00e0 essere pi\u00f9 opinabile, ma deducibile da un documento di societ\u00e0 scientifiche di riferimento. Sottolineo questo per due motivi:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>evitare che si riprenda lo screening secondo la formula di una mera ripresa di &ldquo;un po&rsquo;&rdquo; di inviti, fatto che per molti non addetti o solo parzialmente addetti ai lavori \u00e8 ritenuta condizione sufficiente per parlare di programma di screening &ldquo;avviato&rdquo;, senza nessuna reale possibilit\u00e0 di copertura effettiva del target;<\/li>\n<li>rendere noto gi\u00e0 da subito ai decisori regionali che alla ripresa sar\u00e0 necessario un impiego di risorse umane maggiore anche solo per mantenere i risultati consolidati nel passato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fondamentale in entrambe le evenienze la funzione di &ldquo;sorveglianza&rdquo; e persuasione delle associazioni.<\/p>\n<p>Concludo con un&rsquo;ultima riflessione.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Ferma restando la necessit\u00e0 di un dibattito sulle nuove Linee guida europee, la ripresa potrebbe essere occasione anche per sancire un balzo in avanti comune: consenso ed impulso all&rsquo;impiego della tomosintesi nello screening, anche per rendere equivalente la scelta della donna tra screening opportunistico (pressoch\u00e9 ubiquitariamente offerto con tomosintesi) ed organizzato (prevalentemente se non esclusivamente offerto con tecnologia bidimensionale). Per la tomosintesi si \u00e8 verificato di fatto un fenomeno che gli analisti economici conoscono assai bene: il prodotto ha generato la domanda&#8230; e sembra che da questa strada non si torner\u00e0 indietro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\"><a id=\"Valchera\" name=\"Valchera\"><\/a>Pensando allo screening mammografico &ldquo;durante&rdquo; il coronavirus<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Anna Valchera &ndash; Dir. UOSD Radiologia senologica &ndash; Az. Sanitaria Toscana Nordovest<br \/>\n\t4 maggio 2020<\/span><\/p>\n<p>Non comprendo come si possa mettere in dubbio la decisione iniziale di sospendere gli screening, pur se presa in fretta e furia a&nbsp;marzo 2020&nbsp;sotto l&rsquo;effetto dell&rsquo;onda di Tsunami, venuta dal Nord invece che dal mare, cos\u00ec come non metto in dubbio la necessit\u00e0 di ripartire il prima possibile, <em>e non solo con gli screening<\/em>.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Definirei un ossimoro l&rsquo;accostamento tra la<\/span><em style=\"font-size: 13.008px;\"> prevenzione di una malattia oncologica<\/em><span style=\"font-size: 13.008px;\"> di cui si conoscono prevalenza ed incidenza in un gruppo di popolazione omogenea per sesso ed et\u00e0 e la<\/span><em style=\"font-size: 13.008px;\"> prevenzione di una malattia virale<\/em><span style=\"font-size: 13.008px;\"> in fase <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">pandemica<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">, di cui non si sapeva niente e che poteva essere fatta solo di contrasto alla diffusione del contagio attraverso l&rsquo;uso di adeguate precauzioni di distanziamento e di dispositivi di protezione individuale.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 13.008px;\">N\u00e9 credo si possa negare <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">l&rsquo;impreparazione<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> dei nostri ospedali e delle strutture sanitarie territoriali, entrambe sedi di acquisizione dei test di screening, ad affrontare un evento pandemico di questa portata, laddove notoriamente i DPI per il personale sanitario non erano disponibili, neanche nei punti di accesso dei pazienti affetti (o sospetti tali) da Covid-19 (Pronto Soccorso, MMG, Radiologia) e men che meno nei centri di erogazione del test di screening.<\/span><\/p>\n<p>Come avremmo potuto continuare ad eseguire screening come quello mammografico, per il quale \u00e8 indispensabile ed inevitabile uno <strong>stretto contatto<\/strong> tra operatore sanitario e utente? A marzo avremmo potuto davvero stimare il beneficio di uno screening oncologico superiore al rischio di diffusione della SARS-Cov-2?&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Da eroi ad untori il passo \u00e8 breve&hellip; in molti l&rsquo;hanno gi\u00e0 scritto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Durante la fase 1 dell&rsquo;emergenza Covid-19 l&rsquo;attivit\u00e0 clinica, fatta di urgenze e priorit\u00e0 non differibili in donne sintomatiche o ad alto rischio, follow up oncologici e secondi livelli di screening, inclusa l&rsquo;attivit\u00e0 interventistica di diagnosi e cura, non \u00e8 mai stata sospesa. Ma l&rsquo;approvvigionamento dei DPI \u00e8 stata una guerra tra poveri, talora con acquisto privato di mascherine in farmacia (a cifre impensabili!) o grazie a donazioni, la cui disponibilit\u00e0 \u00e8 stata ritardata da preventivi sequestri dei materiali o da giusti controlli sulla qualit\u00e0 e certificazione degli stessi. E purtroppo anche in Senologia abbiamo avuto operatori in trattamento per positivit\u00e0 del tampone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Ora, in Toscana non si dovrebbe pi\u00f9 parlare di &ldquo;pensando allo screening <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">dopo<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> il coronavirus&rdquo;, bens\u00ec &ldquo;<\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">durante<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">&rdquo; il coronavirus, poich\u00e9 con Ordinanza n. 49 del 3 maggio si dispone di riavviare gli screening durante la fase 2 dell&rsquo;emergenza nazionale, comunque garantendo&rdquo; i livelli massimi di sicurezza per ridurre il rischio di contagio&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>Gli operatori sanitari sono pronti a ricominciare, e con orgoglio sottolineo &ldquo;sanitari&rdquo;, che anche in materia di screening conoscono perfettamente regole e finalit\u00e0 del loro lavoro, con benefici, limiti e rischi troppo spesso sottostimati.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">A maggio 2020, la disponibilit\u00e0 di mascherine, occhiali o visiere protettive, camici e cuffie monouso, guanti, disinfettanti, oltre che di mascherine per la popolazione, \u00e8 adeguata per ripartire con gli screening?<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 13.008px;\">Non dobbiamo accettare sconti sul calcolo dei fabbisogni dettati da standard di sicurezza <\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\">rispetto a prima molto pi\u00f9 onerosi in termini organizzativi ed economici, ma senza i quali in un servizio ad alta frequentazione come quello di screening il rischio \u00e8 inevitabilmente quello di una nuova chiusura.<\/span><\/p>\n<p><strong><a id=\"Paci\" name=\"Paci\"><\/a>La crisi della sanit\u00e0 pubblica e lo screening oncologico nell&rsquo;era del Covid-19.&nbsp;<\/strong><strong style=\"font-size: 13.008px;\">Contribuire al cambiamento.<\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Di Eugenio Paci &ndash; Epidemiologo<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">11 maggio 2020<\/span><\/p>\n<p>\u00c8 necessario discutere del futuro degli screening oncologici. In diversi commenti, a partire da quello di <a href=\"#Zappa\">Marco Zappa<\/a>, affiora la preoccupazione che questa crisi possa aprire una nuova epoca nella sanit\u00e0 pubblica e che lo screening si trovi ad esserne un anello debole, servizio accessorio, superato dagli eventi. Una preoccupazione, a mio avviso, reale. Il Servizio Sanitario Nazionale si \u00e8 confermato un pilastro essenziale e soprattutto vitale, come hanno testimoniato il sacrificio, fino alla morte, di tanti medici e personale sanitario.<\/p>\n<p>Questi mesi drammatici hanno per\u00f2 messo tragicamente in luce la crisi profonda della sanit\u00e0 pubblica italiana. Abbiamo sempre pi\u00f9 bisogno di un&rsquo;ottica non pi\u00f9 centrata sulle prestazioni sanitarie, il modello di oggi, ma invece rivolta a costruire salute e a valutare l&rsquo;impatto degli interventi. &nbsp;Carlo Saitto in un recente saggio che prende spunto dall&rsquo;epidemia <a href=\"http:\/\/www.castelvecchieditore.com\/prodotto\/le-politiche-sanitarie-e-il-coronavirus\/\">Covid-19<\/a> ripropone l&rsquo;inderogabile necessit\u00e0 di guardare alla salute come obiettivo, per la comunit\u00e0 e per le persone. &nbsp;<strong>Ci sono alcuni spunti fondativi del movimento dello screening oncologico che, in questo momento, sono centrali per un necessario ripensamento della sanit\u00e0 pubblica<\/strong>. Lo screening oncologico \u00e8 un servizio che ha sempre avuto le caratteristiche di un movimento interprofessionale, ha sempre considerato continuit\u00e0 e integrazione di prevenzione e cura come necessarie per una azione di sanit\u00e0 pubblica che guardi alla salute della comunit\u00e0.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Della mancanza, ormai storica, di un moderno orientamento alla comunit\u00e0 e alle persone nel nostro sistema sanitario, la epidemia Covid-19 \u00e8 stata una dimostrazione.<\/span><\/p>\n<p><strong>1) Il sistema informativo di comunit\u00e0 (locale, regionale nazionale) \u00e8 centrale per una sanit\u00e0 pubblica rivolta alla salute<\/strong>, e non pu\u00f2 essere, come \u00e8 stato, appannaggio di esigenze particolaristiche e spesso di circoscritti poteri. Lo screening oncologico ha costruito un sistema informativo sia specifico sulla performance del servizio sia rivolto a valutare i percorsi di salute nella comunit\u00e0, finalizzato alla valutazione in continuo degli interventi e degli esiti. Non \u00e8 ancora riuscito a pienamente inserirlo in un sistema informativo di comunit\u00e0. &nbsp;La crisi del Covid-19 \u00e8 stata, tra le altre cose, la dimostrazione della crisi del sistema informativo delle malattie infettive che \u00e8 sempre stato, secondo un modello tradizionale, <em>a world apart<\/em>. \u00c8 per questo che ha clamorosamente mancato nella stessa sua capacit\u00e0 di capire il fenomeno (l&rsquo;eccesso dei decessi attribuibili a Covid-19, certificato da ISTAT, lo dimostra). Ogni flusso informativo, lo screening oncologico \u00e8 uno di essi, \u00e8 quota-parte dell&rsquo;intero sistema di sorveglianza della sanit\u00e0 pubblica e solo cos\u00ec pu\u00f2 consentire lo studio di percorsi integrati di prevenzione, cura e malattia. &nbsp;La malattia infettiva, questo ci insegna Covid-19, esplode oggi nella globale crisi del welfare e della cronicit\u00e0. I dati che ha gi\u00e0 pubblicato l&rsquo;Olanda sui trend dell&rsquo;incidenza dei tumori nei primi mesi del 2020 (che i nostri registri tumori non hanno neanche immaginato di poter valutare) dimostrano quanto una epidemia infettiva impatta sulla intera salute della comunit\u00e0 e ne condiziona la salute futura.<\/p>\n<p><strong>2) Le comunit\u00e0, i numeri, sono diventati, nell&rsquo;epidemia dell&rsquo;era della comunicazione, individui, persone e sofferenza<\/strong>. Lo screening oncologico ha sempre avuto questa doppia anima. L&rsquo;azione di comunit\u00e0, basata su interventi evidence-based, con attenzione ai costi, \u00e8 anche attenta alla persona, all&rsquo;individuo che \u00e8 invitato a partecipare e viene seguito in base al bisogno di salute. Crescendo l&rsquo;offerta tecnologica, si \u00e8 sviluppata la ricerca per accrescere la personalizzazione (in linea con quanto si \u00e8 sviluppato in campo clinico). Un fenomeno legato alle nuove tecnologie mediche e di comunicazione, ma che si \u00e8 attuata senza cadere in una adesione spontanea alle nuove tecnologie che avrebbe messo a serio rischio la sostenibilit\u00e0 della sanit\u00e0 pubblica. Tanto dobbiamo ancora fare su una <em>comunicazione <\/em>che favorisca le scelte informate delle persone. Come si \u00e8 visto in questi mesi, uscire dal paternalismo informativo e sviluppare una partecipazione consapevole \u00e8 problema assai aperto anche in momenti difficili come quelli dell&rsquo;epidemia. Lo screening con HPV, sorretto dalla vaccinazione in et\u00e0 scolare, ha integrato maggiormente una offerta di prevenzione primaria e secondaria per le persone giovani. Tutto lo screening oncologico, sebbene ancora in forma sperimentale e timida, si sta aprendo ad azioni integrate di prevenzione primaria e secondaria come si prospetta, per esempio, nel caso di eventuali futuri protocolli di screening per il tumore del polmone.<\/p>\n<p><strong>3) Non abbiamo sviluppato le potenzialit\u00e0 del modello di sanit\u00e0 pubblica che lo screening offriva (obiettivi per la comunit\u00e0 e per gli individui). <\/strong>Un <strong>percorso di riabilitazione e di follow-up<\/strong> \u00e8 stato poco praticato e spesso ci siamo lasciati conquistare da una visione solo medico-biologica della malattia cancro. Il tumore \u00e8, in larga parte, una malattia cronica che ci accompagna nell&rsquo;invecchiamento, come quella cardiovascolare: vi \u00e8 grande bisogno di prevenzione sia primaria che secondaria per convivere con la fragilit\u00e0 ed evitare sovra -e sotto- trattamento. In questa crisi Covid-19, la condizione disperata del nostro welfare, una realt\u00e0 della vecchiaia e della cronicit\u00e0 che si \u00e8 manifestata come puro scarico degli anziani nelle RSA, ha testimoniato quanto siamo lontani da una visione di percorso di cura e assistenza. La carenza della medicina generale e dei servizi distrettuali di fronte alla patologia infettiva epidemica che ha colpito i pi\u00f9 fragili \u00e8 stato evidente. Ma chi, nella sua attivit\u00e0 con persone in fasce di et\u00e0 anziana, ha mai pensato che essa poneva a rischio proprio quei soggetti cui suggerivamo lo screening e che la cronicit\u00e0, per molti aspetti, rendeva fragili? Da oggi, un incontro per un motivo di salute, come \u00e8 lo screening oncologico, dovr\u00e0 essere &nbsp;&nbsp;una opportunit\u00e0 per promuovere la salute, e quindi anche per una protezione dal rischio infettivo.<\/p>\n<p>Lo screening oncologico pu\u00f2 contribuire a ridisegnare funzioni e operativit\u00e0 della sanit\u00e0 pubblica, non deve estraniarsi. Se saranno evitati investimenti settoriali, su singoli aspetti e sull&rsquo;onda di spinte emotive, magari corporative, nei prossimi mesi, anche grazie all&rsquo;Europa, sar\u00e0 possibile fare un importante investimento in Sanit\u00e0 Pubblica. &nbsp;Bisogna promuovere la propria caratteristica di servizio di sanit\u00e0 pubblica, appoggiarsi al mondo dei clinici e alla domanda spontanea di rassicurazione di cittadini in difficolt\u00e0 sarebbe davvero condannarsi ad essere accessori. Il modello dello screening oncologico ha molto di vitale da offrire a una sanit\u00e0 pubblica moderna. Lo abbiamo visto, come bene dice <a href=\"#Saguatti\">Gianni Saguatti<\/a>, nella discussione sui Centri di Senologia strutture che non riescono a pensare insieme ad una ottica di comunit\u00e0 e individuale. Lo screening oncologico se non \u00e8 riconosciuto come espressione dell&rsquo;azione dell&rsquo;intera sanit\u00e0 pubblica tende a scomparire nella sola pratica per gli individui, quando si affida alla sola impostazione clinica.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Una riforma della medicina generale, della capacit\u00e0 assistenziale sia nella prevenzione delle malattie infettive che croniche e dell&rsquo;intero sistema di welfare pu\u00f2 prodursi da questa crisi. <strong>Affrontare invecchiamento e cronicit\u00e0 in un&rsquo;ottica integrata di prevenzione e cura, per la comunit\u00e0 e gli individui, richiede modelli nuovi<\/strong>, che sono stati studiati e in parte applicati in diverse realt\u00e0 Europee. Il massacro nelle case di riposo Italiane \u00e8 stato sicuramente la dimostrazione della nostra prevedibile trascuratezza, una incuria che \u00e8 arrivata fino a non avere neanche i dati di cosa accadeva nelle residenze assistite. Ma soprattutto testimonia la mancanza, duramente messa in evidenza dall&rsquo;epidemia Covid-19, del governo unitario della sanit\u00e0 pubblica e di una assenza di cultura tecnico-professionale che non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile.<\/span><\/p>\n<p>Una lezione di questa crisi, io credo, non \u00e8 stata ancora a fondo percepita: <strong>il ruolo che hanno avuto le competenze scientifiche in questa crisi<\/strong>. Mentre la risposta negli ospedali, pur nella grande difficolt\u00e0 dovute alle carenze strutturali, ha dimostrato e confermato il notevole livello tecnico-professionale dei nostri operatori, \u00e8 venuta chiaramente in evidenza l&rsquo;assenza della medicina territoriale, disastrata, pi\u00f9 che dai tagli economici, dalla povert\u00e0 culturale che l&rsquo;ha caratterizzata da decenni. I dipartimenti di prevenzione e i distretti assistenziali hanno dimostrato di non essere in grado di guidare l&rsquo;azione di sanit\u00e0 pubblica in una emergenza, come non riescono a farlo nella normalit\u00e0. &nbsp;Eccezione \u00e8 stata la Regione Veneto, dove, imponendosi sulla ortodossia della consolidata tradizione della sorveglianza ministeriale, si \u00e8 dimostrato che la sanit\u00e0 pubblica se connessa con la ricerca e l&rsquo;innovazione, anche tecnologica, rivitalizza i servizi territoriali.<\/p>\n<p>Il <em>contact tracing<\/em> richiede obiettivi, cultura professionale, competenze e risorse dedicate. Ma soprattutto, \u00e8 la <strong>contaminazione con altre discipline (virologia, microbiologia e immunologia) <\/strong>che \u00e8 necessaria e non pu\u00f2 avvenire nell&rsquo;emergenza. L&rsquo;epidemia Covid-19 ci ha dimostrato quante siano le risorse Italiane nelle Universit\u00e0 e centri di ricerca di tutto il mondo. Biologi e medici, ma anche fisici, ingegneri o economisti italiani che operano in strutture di alto livello hanno dimostrato cosa pu\u00f2 essere l&rsquo;epidemiologia e la sanit\u00e0 pubblica di oggi. Figure professionali che la nostra sanit\u00e0 pubblica non saprebbe neanche con quale tipo di bando assumere.&nbsp;<span style=\"font-size: 13.008px;\">Lo screening oncologico \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato sulla contaminazione delle culture professionali, accogliendo specialit\u00e0 e professionalit\u00e0 diverse. &nbsp;Le nostre societ\u00e0 scientifiche sono state, pur nelle difficolt\u00e0, paladine di questo confronto culturale e aperte alla ricerca scientifica. Oggi questo \u00e8 forse il principale contributo al rinnovamento che lo screening oncologico pu\u00f2 offrire, unendo tutte le energie e sviluppando la cultura professionale, come dice <\/span><a href=\"#Campari\" style=\"font-size: 13.008px;\">Cinzia Campari<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">. Non si pu\u00f2 perdere questa opportunit\u00e0 che, come spesso successo nella storia, solo una crisi cos\u00ec drammatica poteva offrire.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a id=\"Redazione\" name=\"Redazione\"><strong>Il punto sul confronto<\/strong><\/a><br \/>\n\tDi Redazione<br \/>\n\t19 giugno 2020<\/p>\n<p>\t<em style=\"font-size: 13.008px;\">In Place of Fear. <\/em><span style=\"font-size: 13.008px;\">La sanit\u00e0 aperta a tutti nasce &ldquo;al posto della paura&rdquo; &ndash; secondo <\/span><a href=\"https:\/\/fondazionefeltrinelli.it\/app\/uploads\/2020\/05\/Al-posto-della-paura.pdf\" style=\"font-size: 13.008px;\">Aneurin Bevan<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, il ministro inglese della sanit\u00e0 che nel &lsquo;48 riusc\u00ec a far approvare l&rsquo;istituzione del National Health Service &ndash; e si sviluppa come elemento imprescindibile per sostituire le inquietudini che pervadono le societ\u00e0.&nbsp;<\/span><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Soprattutto durante la fase di emergenza pandemica, si \u00e8 imposta nel dibattito pubblico la necessit\u00e0 di capire come il servizio sanitario possa ancora tentare di togliere spazio alla paura ed <\/span><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/20_marzo_20\/virus-dopo-ecco-mia-lista-cose-che-non-voglio-scordare-d860d476-6ad9-11ea-b40a-2e7c2eee59c6.shtml?refresh_ce&amp;fbclid=IwAR2mNSYzz3Fz_J3h5xkhQuQ2kJdKpVAzKLk5s6jIKFpZtRy92ZdwMztJWTk\" style=\"font-size: 13.008px;\">essere preparato all&rsquo;impensabile<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, ripensando alle condizioni organizzative, economiche e amministrative, le implicazioni e gli ostacoli perch\u00e9 tale mandato possa essere garantito. Un ripensamento che, con forme specifiche ed esigenze particolari, ha segnato anche il confronto all&rsquo;interno del mondo dello screening oncologico.<\/span><\/p>\n<p>Con il rapido mutamento della situazione epidemiologica &ndash; che ha portato alla significativa riorganizzazione dei servizi e al drenaggio di personale verso altri reparti &#8211; e con il susseguirsi di decreti, centrati su misure di sicurezza che non tutti i Centri screening potevano garantire in quella fase, si \u00e8 assistita alla progressiva sospensione dei programmi di screening (rispetto ai primi livelli quasi ovunque e i programmi completi in alcune realt\u00e0). Le delibere regionali che testimoniano questa situazione, raccolte su questo <a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/screening-e-covid-19-il-quadro-regionale\">sito<\/a> fra il 17 e il 23 marzo, sono uno specchio spesso parziale di una situazione tutt&rsquo;altro che omogenea all&rsquo;interno dei singoli territori.<\/p>\n<p>Scelte non semplici soprattutto alla luce del potenziale impatto della sospensione e del ritardo dei programmi di screening anche sul carico di lavoro clinico (Senore). La riflessione \u00e8 stata avviata gi\u00e0 il 10 marzo con l&rsquo;<a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/la-macchina-dello-screening-di-fronte-all%E2%80%99emergenza\">intervento di Marco Zappa e Silvia Deandrea<\/a>, che hanno proposto criteri che supportassero la scelta di continuare o&nbsp; sospendere i programmi, ed \u00e8 continuata nella sezione &ldquo;Pensando allo screening dopo il coronavirus&rdquo; grazie all&rsquo;articolo-invito di Paola Mantellini. Primi risultati concreti di questo percorso in itinere sono due documenti: le <a href=\"http:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/raccomandazioni-ons-la-riapertura-dei-programmi-di-screening\">Raccomandazioni ONS per la riapertura dei programmi di screening<\/a> <strong>e i<\/strong> Presupposti per una strategia di comunicazione coordinata e condivisa a supporto della ripresa dell&rsquo;erogazione dei programmi di screening. In questa fase di ripresa, inoltre, l&rsquo;Osservatorio nazionale screening ha avviato una serie di indagini conoscitive per monitorare le modalit\u00e0 di riapertura e l&rsquo;andamento dei programmi attraverso indicatori appositi, strutturando una sezione per condividere esperienze e metodologie a livello organizzativo e comunicativo.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13.008px;\">Oltre a consentire di dare voce agli operatori, con una partecipazione inedita in questo contesto, il dibattito ha permesso di mettere in luce nodi profondi e vulnerabilit\u00e0 preesistenti su cui continuare a lavorare.<\/span><\/p>\n<p><strong><em>Il modello screening<\/em><\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Lo screening \u00e8 differibile? Si chiede Marco Zappa che, pur comprendendone i motivi, esprime il timore che la sospensione generalizzata dei programmi possa portare a una percezione dello screening come servizio accessorio. E sono diversi gli interventi che richiamano questa paura, consapevoli della difficolt\u00e0 di far ripartire una macchina cos\u00ec complessa, dell&rsquo;opinione di molti operatori che &ldquo;purtroppo credono poco nello screening e lo ritengono appunto accessorio, secondario ad altre esigenze cliniche&rdquo; (Frongia) e delle ulteriori difficolt\u00e0 che si potrebbero incontrare nei territori in cui il servizio gi\u00e0 arrancava (Saguatti, Valenza, Melucci).<\/span><\/p>\n<p>C&rsquo;\u00e8 bisogno di riaffermare il modello screening. Basato sulla centralit\u00e0 del momento preventivo evidence-based, sulla capillarit\u00e0 del servizio, sulla natura parallela di intervento di popolazione e accompagnamento della persona che ne fanno un Livello essenziale di assistenza. Un modello che, come mette acutamente in rilievo Eugenio Paci nell&rsquo;intervento conclusivo recentemente ampliato per <a href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/lezioni-di-pandemia-note-ripartenza-e-cambiamento\/eugenio-paci\/2020-05-31\">Scienza in Rete<\/a>, potrebbe offrire spunti per il ripensamento post-emergenziale della sanit\u00e0 pubblica in generale (a partire, ad esempio, dal sistema informativo sia specifico sulla performance del servizio sia rivolto a valutare i percorsi di salute nella comunit\u00e0, e da una visione coerente di cura e assistenza basata su percorsi di riabilitazione e follow-up).<\/p>\n<p>Tuttavia, come suggerisce Senore, il timore resta quando si considera che &ldquo;un&rsquo;attivit\u00e0 percepita come accessoria e differibile difficilmente potrebbe avere una priorit\u00e0 rispetto alla domanda clinica.&rdquo; E, centrando il discorso su un secondo aspetto che ha caratterizzato il confronto, aggiunge: &ldquo;Valutazioni di appropriatezza e costo-efficacia, anche nell&rsquo;ottica di una de-intensificazione dell&rsquo;offerta,&nbsp;dovrebbero guidare le scelte di priorit\u00e0 relativamente all&rsquo;uso delle risorse da dedicare all&rsquo;attivit\u00e0 di screening e alle prestazioni cliniche e alla selezione delle prestazioni differibili&rdquo;.<\/p>\n<p><strong><em>Ancora sull&rsquo;efficientamento<\/em><\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">&ldquo;Le risorse sono sempre inferiori alla possibile domanda: la necessit\u00e0 di scegliere dove allocare al meglio le scarse disponibilit\u00e0 si presenta regolarmente&rdquo; scriveva nel 2011 Marco Zappa nell&rsquo;Introduzione del volume &ldquo;I costi dello screening&rdquo;. &nbsp;Il mondo dello screening non \u00e8 affatto nuovo ad analisi di appropriatezza costo-efficacia e allo sviluppo di nuove metodologie di valutazione. Tuttavia, non si parla &ldquo;solo&rdquo; dello slittamento durante l&rsquo;emergenza di risorse in termini finanziari e umani che, come tutti concordano, dovranno essere pretese e reintegrate appena possibile. Come mette in rilievo Paola Mantellini, le logiche di efficientamento nello screening sono legate per loro natura alla velocit\u00e0 dello screening e ai parametri di overbooking. &ldquo;Ma se dobbiamo imparare a ragionare secondo principi di precauzione potremmo ancora permetterci gli standard che abbiamo fissato? &nbsp;Probabilmente saremo chiamati, e rapidamente, a rivedere la disposizione delle nostre strutture, l&rsquo;ergonomia e i flussi di lavoro&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>Secondo Cinzia Campari, \u00e8 necessario cominciare a ragionare in un&rsquo;ottica di condivisione delle risorse strumentali e umane, non solo in momenti dedicati quali&nbsp;<em>site visit<\/em> o convegni, lasciando le realt\u00e0 locali organizzarsi a piacimento, in nome di una libert\u00e0 territoriale. Una disomogeneit\u00e0 che, concorda Giuseppe Melucci, ha manifestato i propri limiti.<\/p>\n<p>Si tratta, infine, di ricorrere alle piccole e grandi innovazioni di gestione e di tecnologia (Saguatti), permettendo di trasferire nella pratica dei programmi evidenze accumulate negli ultimi anni, relativamente al costo efficacia di protocolli di screening modulati in base al rischio (Senore).<\/p>\n<p><strong><em>Cambiamenti nei singoli programmi<\/em><\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">Molti dei temi emersi sull&rsquo;efficientamento dello <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">screening mammografico<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> post-emergenza erano gi\u00e0 al centro di un percorso precedente, l&rsquo;iniziativa Ons-Gisma sulla&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/linee-guida-europee-screening-mammografico-adolopment\" style=\"font-size: 13.008px;\">revisione delle Linee guida europee<\/a><span style=\"font-size: 13.008px;\">, un solco per ripensare alle pratiche consolidate. Rispetto all&#39;intervallo nelle fasce d&rsquo;et\u00e0 45-49 e 70-74, la proposta di Paolo Giorgi Rossi e Dolores Santini, in linea con le nuove raccomandazioni europee, \u00e8 ridurre l&rsquo;offerta in questa fase ponendo pi\u00f9 attenzione ai pattern di mammelle dense; a questa tendenza alla riduzione andrebbe invece opposta, secondo Gianni Saguatti, un&rsquo;analisi attenta di quello che \u00e8 richiesto dalla popolazione. In modo simile, rispetto alla <\/span><strong style=\"font-size: 13.008px;\">tomosintesi<\/strong><span style=\"font-size: 13.008px;\"> non si pu\u00f2 prescindere secondo molti dall&rsquo;attrattivit\u00e0 che esse esercita verso l&rsquo;opportunistico, come ben riassume Giuseppe Melucci&nbsp;&ldquo;il prodotto ha generato la domanda&#8230; e sembra che da questa strada non si torner\u00e0 indietro&rdquo;. Una forte spinta deve essere data, infine, per l&rsquo;integrazione dello screening all&rsquo;interno dei Centri di Senologia, realt\u00e0 gemelle in cui si deve essere in grado di pensare insieme ad una ottica di comunit\u00e0 e individuale (Saguatti, Paci).<\/span><\/p>\n<p>Una differenza marcata segna la ripresa dei <strong>programmi di screening cervicale<\/strong>, con territori in cui si esegue ancora il Pap test come test primario ogni 3 anni e quelli in cui \u00e8 attivo il test Hpv con un intervallo quinquennale (Passamonti). Quest&rsquo;ultimo \u00e8 caratterizzato non solo da agende meno dense ma due proposte di innovazione: l&rsquo;uso prioritario del self-sempling (Carozzi) e una de-intensificazione dell&#39;offerta, allungando l&#39;intervallo da 5 a10 anni sempre nelle donne vaccinate contro l&rsquo;Hpv (Giorgi Rossi, Campari). Si propone di estendere l&rsquo;intervallo anche per quanto riguarda<strong> lo screening colorettale<\/strong>, dopo test del sangue occulto negativo (Giorgi Rossi).<\/p>\n<p><strong><em>Implicazioni nella comunicazione<\/em><\/strong><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 13.008px;\">&ldquo;L&rsquo;implementazione di questi approcci pone sfide organizzative, ma anche di comunicazione. &nbsp;Occorre evitare il rischio che l&rsquo;introduzione di strategie meno intensive, pienamente giustificate nell&rsquo;ottica di migliorare il rapporto costi-benefici per i soggetti invitati, venga percepita come una misura di razionamento, dettata dalla contingente carenza di risorse&rdquo;. (Senore)<\/span><\/p>\n<p>Questa sfida implica da una parte spiegare e fare accettare le nuove scelte ai cittadini e alle cittadine coinvolte, con trasparenza ma anche chiarezza e in maniera coordinata, dall&rsquo;altra porta a rivedere gli stessi canali comunicativi. L&rsquo;allungamento degli intervalli potrebbe portare infatti all&rsquo;invio al medico di medicina generale di un&nbsp;<em>alert<\/em>&nbsp;alla scadenza del round riducendo fortemente l&rsquo;impegno del centro screening locale. L&rsquo;introduzione della modalit\u00e0 self-sampling dovrebbe essere accompagnata dall&rsquo;invio di lettere di invito individuale con le due opzioni (prelievo tradizionale e self sampling), e da un numero dove la donna possa comunicare la scelta e le modalit\u00e0 di ritiro dei kit (Campari).<\/p>\n<p>Diverse sono inoltre le possibilit\u00e0 aperte durante la crisi Covid-19 per le comunicazioni dirette con i cittadini. Per esempio, il Centro Screening dovrebbe poter utilizzare i sistemi elettronici attivati in molte regioni per la gestione di un invito via SMS (Campari, Mantellini, Frongia). Altra opzione per ovviare alla mancanza di numeri di telefono e rispettare le stringenti normative sulla privacy \u00e8 pensare a un collegamento tra Centri screening e CUP. Soprattutto nella fase di ripresa dei programmi l&rsquo;uso delle comunicazioni telefoniche pu\u00f2 essere fondamentale, informando coloro che dovranno essere invitate nel prossimo periodo dei comportamenti da tenere e delle decisioni organizzative adottate, avendo maggiore certezza di adesione (o di non adesione) e invitando la donna a rispettare i tempi fissati (ben difficile da comunicare tramite lettera), per evitare sovraffollamenti non previsti (Giordano).<\/p>\n<p>Come visto, sui temi di comunicazione \u00e8 stato riattivato il <a href=\"https:\/\/www.osservatorionazionalescreening.it\/content\/presupposti-la-comunicazione\">Gruppo interscreening per la comunicazione<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#39;emergenza da Covid-19 sta ridefinendo temporaneamente i programmi di screening, mettendone in luce una serie di aspetti di tipo organizzativo e strutturale con cui ci si dovr\u00e0 confrontare quando i programmi dovranno ripartire a pieno regime. 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